Juve Stabia, incubo senza fine. La dura sfida di De Giorgio
SERIE B
26 settembre 2026
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Juve Stabia, incubo senza fine. La dura sfida di De Giorgio

Ritornano i problemi dell’anno scorso e una nuova penalizzazione L’anno scorso Abate fu bravo a isolare il gruppo. Ora tocca all’ex Potenza
Michele Imparato

Un nuovo tsunami si abbatte sulla Juve Stabia, riaprendo vecchi precedenti mai davvero dimenticati e riportando l’ambiente gialloblè in un clima di profonda incertezza. Il recente provvedimento di sequestro da 153 milioni di euro che ha travolto Alfredo Guerri, presidente delle vespe, insieme al conseguente e immediato riassetto societario, riporta d’attualità i fantasmi del passato recente.

Il precedenti del 2025, l’Amministrazione Giudiziaria

Sembra un dejà-vu di quanto vissuto quasi un anno fa, per la precisione il 21 ottobre del 2025, quando il club finì in amministrazione giudiziaria. In quell’occasione, le indagini degli inquirenti portarono alla luce un presunto e capillare sistema di condizionamento mafioso dell’attività economica della società da parte del Clan D’Alessandro. Un’ingerenza che, secondo le ipotesi investigative, avrebbe condizionato nel tempo la gestione dei servizi strategici legati alle gare interne: dalla sicurezza al ticketing, passando per buvetteria, pulizie e assistenza sanitaria, tutti affidati a soggetti contigui alla criminalità organizzata.

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Il ruolo chiave di Ignazio Abate e del ds Lovisa

Da quel 25 ottobre la storia del club è cambiata radicalmente, con la gestione operativa e il controllo totale passati nelle mani degli amministratori giudiziari, Scarpa e Ferrara. In quei mesi complessi, con la società in balìa degli eventi, fu determinante il lavoro svolto sul campo da Ignazio Abate.L’allora allenatore fu abile nel fare gruppo, alzando un vero e proprio muro protettivo attorno allo spogliatoio per isolare la squadra dai condizionamenti e dalle tensioni esterne. Un ruolo altrettanto fondamentale fu ricoperto dall’ex direttore sportivo Lovisa, prezioso garante degli equilibri sportivi.

La patata bollente nelle mani di Pietro De Giorgio

Oggi la storia rischia di ripetersi. Con la nuova vicenda giudiziaria che ha travolto Alfredo Guerri – arrivato alla guida del club soltanto lo scorso 10 giugno – l’eredità di quel delicato lavoro di isolamento e tutela passa inevitabilmente a Pietro De Giorgio. Spetterà al nuovo tecnico della Juve Stabia assumersi una responsabilità enorme: durante la pausa, l’allenatore sta lavorando esclusivamente per affinare i meccanismi tattici e mai avrebbe pensato di dover gestire una simile patata bollente.

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L’importanza della dirigenza: De Vito e Stefanelli per la rincorsa salvezza

In questo contesto d’emergenza, oltre all’operato di Pietro De Giorgio, risulteranno indispensabili l’esperienza e il supporto strategico di De Vito e del DS Stefanelli. Il loro compito prioritario sarà quello di mantenere il gruppo squadra costantemente concentrato sul rettangolo di gioco, evitando che le vicende extra-campo abbiano ripercussioni sulla classifica.La partenza in campionato della Juve Stabia non è stata delle più brillanti e sulle spalle della squadra pesa già il macigno dei quattro punti di penalizzazione. Ora serve compattezza: solo l’unione tra guida tecnica, dirigenza e spogliatoio potrà e dovrà garantire alle vespe la tranquillità necessaria per disputare il campionato e portare a termine la missione salvezza.