Musica negli Scavi di Pompei: Simply Red e Baglioni per l’estate 2027
Un cortocircuito temporale e culturale che si consuma tra i millenari vicoli di Pompei, dove la pietra antica si conferma non solo fondale scenografico ma anche e soprattutto un laboratorio di egemonia artistica e industriale, ormai da anni al centro della grande musica internazionale con la rassegna «BOP – Beats of Pompeii». Il Parco archeologico gioca d’anticipo sulle dinamiche dei grandi promoter europei e blinda con quasi un anno di anticipo un po’ della stagione 2027. L’annuncio dello sbarco dei Simply Red e l’approdo (già preannunciato) di Claudio Baglioni all’Anfiteatro degli Scavi sono la sublimazione di un modello di turismo culturale che usa la musica pop-rock globale per risignificare lo spazio monumentale e destagionalizzare i flussi.
Il programma del 2027: Simply Red e Claudio Baglioni
A scuote il mercato dei live è l’annuncio della leggendaria formazione britannica guidata da Mick Hucknall, attesa il 27 luglio 2027 come una delle punte di diamante dell’estate. Con la promessa di uno show ad altissima energia ritmica trainato dal loro tour «Summer Funk ’27», la band trasformerà l’arena romana in un dancefloor esclusivo, rileggendo pietre miliari come Fairground e Something Got Me Started. Pochi giorni prima, il 19 e 20 luglio alle ore 21:00, le antiche gradinate tremeranno invece per il recupero delle due attesissime date di Claudio Baglioni. Il suo «GrandTour – La vita è adesso», riprogrammato dopo lo slittamento della scorsa stagione, si preannuncia come un rito collettivo in cui la canzone d’autore italiana misurerà la propria eternità al cospetto del patrimonio vesuviano.
Il presente dei live: la maratona di Biagio Antonacci
Ma Pompei non coniuga la musica solo al tempo futuro. La dimostrazione vivente di questa metamorfosi è in corso proprio in questi giorni (dal 22 settembre al 4 ottobre) con la maratona stanziale di Biagio Antonacci. Dieci date sul palco intimo del Teatro Grande che allontanano l’area archeologica dai ritmi frenetici del turismo “mordi e fuggi”, ricondotta a una dimensione di ascolto profondo e comunità. Questo doppio binario tra presente e futuro è figlio di una continuità straordinaria che negli ultimi anni ha visto sfilare icone sacre della musica planetaria nel Parco archeologico diretto da Gabriel Zuchtriegel: dall’eleganza pop-rock di Bryan Adams e John Legend alla grinta identitaria di Gianna Nannini e Francesco De Gregori. Fino a toccare vette di eclettismo con le tessiture ipnotiche di Ludovico Einaudi, la voce di Andrea Bocelli e la solennità orchestrale del maestro Riccardo Muti. Una proposta artistica variegata bella splendida cornice degli Scavi.

