Quando i “vandali” divennero visionari. La Street Art sa parlare ai giovani
L’arte è naturalmente uno strumento di denuncia. Lo fu per Artemisia Gentileschi, che dipinse la violenza subita attraverso la figura…
Da giorni, passando per via San Marzano, basta alzare lo sguardo per riconoscere un volto. È ancora incompleto, prende forma poco alla volta tra colori, bombolette spray e pennellate. Ma gli occhi, i capelli biondi, i lineamenti sono già inconfondibili. È Nino D’Angelo. A dipingerlo sulle pareti di un palazzo è Luciano Ranieri, artista napoletano che ha scelto ancora una volta Poggiomarino per raccontare attraverso la sua arte uno dei simboli della sua terra. Un’opera che giorno dopo giorno sta attirando l’attenzione di chi passa lungo la strada e che trasforma una parete in un omaggio alla musica e alla cultura napoletana.
Non è un volto scelto a caso. Nino D’Angelo rappresenta una storia che va oltre le canzoni. È il racconto di un ragazzo partito dal basso, diventato artista, cantante e attore, capace di attraversare generazioni e di portare con sé una precisa idea di Napoli. Una storia di riscatto, di musica popolare diventata cultura, di un’identità che non ha mai rinnegato le proprie origini. Ed è proprio questo che Ranieri ha scelto di trasferire sul muro: non soltanto le sembianze di un cantante, ma il volto di una Napoli che si riconosce nelle storie di chi è riuscito a trasformare talento e sacrifici in un percorso artistico.
Quando i “vandali” divennero visionari. La Street Art sa parlare ai giovani
L’arte è naturalmente uno strumento di denuncia. Lo fu per Artemisia Gentileschi, che dipinse la violenza subita attraverso la figura…
Per Ranieri, del resto, non è la prima volta. A Poggiomarino aveva già lasciato un’altra delle sue firme più riconoscibili, dipingendo il volto di Diego Armando Maradona. Un altro mito, un altro simbolo di Napoli, un’altra figura capace di superare i confini della città e diventare patrimonio dell’immaginario collettivo.Maradona e Nino D’Angelo, due mondi apparentemente lontani ma accomunati, nell’arte di Ranieri, dalla capacità di rappresentare una terra e la sua gente. Il calcio da una parte, la musica dall’altra. Due linguaggi diversi per raccontare la stessa appartenenza.Negli anni l’artista ha disseminato i suoi lavori in diversi comuni della provincia, trasformando muri e facciate in grandi tele a cielo aperto.
Volti conosciuti, personaggi che fanno parte della memoria collettiva e che, attraverso la sua tecnica, tornano a vivere sulle pareti delle città.Ora Ranieri è tornato nella «sua» Poggiomarino. Bombolette alla mano, sta completando il ritratto di Nino D’Angelo. E mentre il volto prende forma, il muro di via San Marzano diventa qualcosa di più di una semplice parete. Diventa un pezzo di Napoli raccontato attraverso due artisti: uno con la voce e la musica, l’altro con colori e spray. Un omaggio a un maestro della canzone napoletana e, insieme, alla storia di chi ha saputo trasformare le proprie origini in forza, identità e arte.