Appalto rifiuti a Pompei, sotto accusa la delibera sulla proroga tecnica
SCONTRO POLITICO
28 settembre 2026
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Appalto rifiuti a Pompei, sotto accusa la delibera sulla proroga tecnica

Il movimento Pompei Popolare diffida il Comune evidenziando possibili profili di illegittimità nell'atto di indirizzo della giunta: si ipotizza il rischio di danno erariale.
Marco Cirillo

La procedura per la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani a Pompei è al centro di una formale segnalazione di rilievo tecnico e amministrativo. Gli esponenti di Pompei Popolare, Gaetano Coccoli e Aldo Avitabile, hanno indirizzato una nota al sindaco, alla giunta e ai consiglieri comunali per chiedere una verifica approfondita sulla deliberazione di giunta comunale del 15 luglio scorso. Il documento solleva alcuni dubbi interpretativi circa la conformità del provvedimento rispetto alle attuali norme del Codice dei Contratti Pubblici e agli orientamenti della giurisprudenza amministrativa in materia di proroghe dei servizi.

Il nodo della proroga
Sotto la lente di Pompei Popolare è finita la natura giuridica dell’atto di indirizzo per la prosecuzione del servizio, adottato nelle more della rivisitazione del progetto. Secondo quanto eccepito nella nota, l’istituto della proroga tecnica dovrebbe rivestire carattere eccezionale e presupporre l’avvio della nuova procedura di gara. Nel testo della delibera si statuisce invece che il provvedimento «non costituisce approvazione del nuovo progetto di servizio né avvio della procedura di gara per il nuovo affidamento». Una formulazione che, secondo la tesi dei segnalanti, merita un attento riesame per evitare il rischio di un prolungamento contrattuale non perfettamente allineato ai principi di concorrenza ordinari.

I rischi evidenziati e la richiesta all’ente
La richiesta di chiarimenti tiene conto anche del contesto operativo in cui si colloca l’appalto. Gli autori dell’istanza invitano alla massima vigilanza istituzionale, richiamando nella nota «la delicatezza della vicenda che sottende all’appalto del servizio per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani settore, notoriamente, di interesse per la criminalità organizzata anche alla luce dei considerevoli importi dello stesso». La missiva si conclude con l’invito a non dare esecuzione all’atto e a valutare l’annullamento in autotutela di eventuali determine dirigenziali derivate, ritenendole al momento «palesemente illegittime ed espositive a potenziale danno erariale».