Pesta a sangue la moglie a Gragnano, lei implora i giudici: «Lo perdono, assolvetelo»
La voce le tremava appena, ma le parole erano chiare. In quell’aula fredda e gremita, sotto gli occhi dei giudici…
«Non raccontiamoci che sono ragazzate. Chi abbatte le telecamere in quelle strade sa bene cosa sta facendo e perché lo fa. Quelle telecamere danno fastidio a chi su quel territorio vuole continuare a fare i propri comodi senza essere visto. È una sfida della camorra allo Stato e all’Amministrazione, lanciata già una volta e adesso rilanciata. Il segnale è chiarissimo: il controllo del territorio non lo vogliono mollare». È un’invettiva durissima, che non lascia spazio ad alcuna ambiguità, quella lanciata dall’avvocato Vincenzo Zurlo, Presidente dell’Osservatorio Permanente per la Legalità del Comune di Gragnano.
Pesta a sangue la moglie a Gragnano, lei implora i giudici: «Lo perdono, assolvetelo»
La voce le tremava appena, ma le parole erano chiare. In quell’aula fredda e gremita, sotto gli occhi dei giudici…
Un grido d’allarme che fotografa senza filtri il clima di tensione della città, ma che al contempo chiama a raccolta la società civile: «Il Sindaco ha detto che non si torna indietro, e ha fatto bene. Ma io penso che oggi non basti. Non si tratta solo di non arretrare, bisogna andare avanti, e con più forza di prima. L’Amministrazione, le istituzioni, le associazioni, la scuola, la Chiesa, l’Osservatorio: ognuno deve fare la propria parte, di più e meglio. E lo dico soprattutto ai ragazzi di Gragnano, che sono tanti e sono in gamba: questo paese è vostro, non di chi si muove col buio perché alla luce del sole non avrebbe il coraggio di mostrare la faccia.
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Non lasciategli nemmeno un metro. Fatevi vedere, partecipate, pretendete una città diversa. Questa gente conta sul silenzio, sull’abitudine, sulla rassegnazione. È l’unica cosa che non dobbiamo concedergli. Ogni telecamera abbattuta deve essere la scintilla di una rivoluzione civile e culturale, fatta di scuole piene, piazze vive, cittadini che denunciano e non hanno più paura di metterci la faccia. È questa l’unica rivoluzione che la camorra teme davvero, e Gragnano ha tutta la forza per farla».
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Le parole del presidente dell’Osservatorio hanno fatto da sfondo al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica tenutosi a Castellammare di Stabia, dove il dossier Gragnano è finito al centro del tavolo istituzionale. Il Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, ha riconosciuto il valore strategico del lavoro portato avanti dalla giunta guidata dal sindaco Nello D’Auria: «Devo dare atto al sindaco di aver promosso, già nel recente passato, un’importante iniziativa per dotare il territorio di un sistema di videosorveglianza ampio e articolato».
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Di fronte allo sfregio subito, la reazione della macchina statale sarà immediata e rigorosa. Le quattro telecamere danneggiate erano dotate di dispositivi di alert automatici e i dati registrati prima dell’oscuramento sono ora al vaglio dei carabinieri per identificare i responsabili. «Nell’immediatezza è stato predisposto un ulteriore dispositivo finalizzato all’individuazione dei colpevoli», ha confermato il Prefetto, annunciando un’immediata intensificazione dei servizi di vigilanza e il rapido ripristino dei presidi tecnologici.
«Danneggiare un sistema di videosorveglianza significa arrecare un danno alla comunità e alle famiglie, perché la sicurezza e la tutela del territorio sono un beneficio per tutti. Dobbiamo continuare a investire nella prevenzione e negli strumenti che consentono alle istituzioni di intervenire tempestivamente».