Scafati: negozio ostaggio dei ladri 3 volte in tre giorni, titolari esasperati
Tre tentativi di furto in appena tre giorni. Tre volte la stessa paura, quella di arrivare davanti al proprio negozio e trovare la saracinesca danneggiata, la porta forzata, il frutto di anni di lavoro messo a rischio in pochi minuti. A denunciare quanto accaduto sono i titolari di iPhix Scafati, negozio di telefonia e assistenza di via Martiri d’Ungheria, che hanno deciso di rompere il silenzio e raccontare pubblicamente la loro esperienza. A sostegno del loro racconto ci sono anche le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza relative ai tre episodi, che i commercianti si dicono pronti a mettere a disposizione. Una sequenza ravvicinata che, per i titolari dell’attività, ha fatto scattare un campanello d’allarme molto più grande del semplice danno subito. Perché dietro i tentativi di scasso c’è la sensazione, raccontano, di non sentirsi più al sicuro mentre lavorano.
In una delle tre occasioni, spiegano i commercianti, sono intervenuti i Carabinieri della stazione di Scafati. Negli altri due episodi, riferiscono invece di aver ricevuto comunicazione della mancata disponibilità immediata di vetture e dell’intervento di pattuglie provenienti da altre zone.Un passaggio sul quale i titolari tengono a fare una precisazione: «Non vogliamo fare polemica contro le Forze dell’Ordine, che sappiamo essere costrette a lavorare in condizioni difficili».La loro denuncia è rivolta soprattutto alla percezione di una sicurezza che non riesce a tenere il passo con la paura dei commercianti.«Noi commercianti ci sentiamo sempre più soli e senza una risposta adeguata davanti a episodi che si ripetono continuamente», raccontano.
Una sensazione che diventa ancora più pesante quando a subirla sono giovani imprenditori che, spiegano, hanno scelto di investire nel proprio territorio e di costruire il proprio futuro attraverso un’attività commerciale. «Siamo giovani, lavoriamo ogni giorno, investiamo nella nostra attività, paghiamo regolarmente le tasse e cerchiamo di mandare avanti la nostra impresa onestamente», scrivono i titolari. Poi la domanda che sintetizza tutta la loro esasperazione: «Dopo tre scassi in pochi giorni arriviamo al punto di chiederci: chi ci protegge?».
Non è soltanto il danno economico a pesare. È soprattutto la sensazione di vivere ogni giornata con il timore di un nuovo episodio. «Ogni mattina aprire la saracinesca è diventato motivo di preoccupazione», raccontano. Nel negozio sono già stati effettuati investimenti per aumentare la sicurezza, tra telecamere e sistemi di allarme, ma per i titolari non è sufficiente sentirsi protetti soltanto dalle apparecchiature.«Non possiamo vivere con la paura che da un momento all’altro qualcuno possa distruggere quello che abbiamo costruito con anni di lavoro».
Da qui il loro appello alle istituzioni e, più in generale, a chi ha il compito di garantire sicurezza sul territorio. Una richiesta che non viene presentata come una rivendicazione di privilegi, ma come la necessità di poter svolgere normalmente il proprio lavoro.«Non chiediamo privilegi. Chiediamo semplicemente di poter lavorare senza essere costantemente terrorizzati dal prossimo furto». I titolari di iPhix hanno messo a disposizione le registrazioni dei tre episodi e si dichiarano pronti a fornire ulteriori informazioni su quanto accaduto.
Il loro racconto si inserisce così in una questione più ampia che riguarda il rapporto tra commercio e sicurezza: quando una saracinesca diventa ogni mattina un punto interrogativo, la paura finisce per entrare anche dentro il negozio. E dopo tre tentativi di furto in tre giorni, per i titolari di iPhix la domanda resta tutta lì, sospesa davanti alla porta dell’attività: chi protegge chi ogni giorno apre un negozio, investe e prova a costruire il proprio futuro?

