Cardellini chiusi in gabbie minuscole e nascosti in una concessionaria di Terzigno
Quattro cardellini chiusi in gabbie minuscole, all’interno di una stanza di una concessionaria di auto. È la scoperta fatta a…
Tra gli ulivi del Sannio i carabinieri hanno scoperto una trappola costruita attorno agli uccelli stessi. Cardellini utilizzati come esche vive, costretti a richiamare altri esemplari per farli finire nelle reti dei bracconieri. A finire in manette è stato un 66enne, già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati contro l’avifauna. I Carabinieri Forestali della Sezione operativa Anti Bracconaggio e Reati in danno agli animali lo hanno sorpreso in flagranza contestandogli i reati di furto venatorio aggravato e maltrattamento di animali.
Cardellini chiusi in gabbie minuscole e nascosti in una concessionaria di Terzigno
Quattro cardellini chiusi in gabbie minuscole, all’interno di una stanza di una concessionaria di auto. È la scoperta fatta a…
Il sistema scoperto dai militari era studiato per sfruttare il richiamo naturale dei cardellini. Cinque esemplari erano infatti utilizzati come “zimbelli”, cioè come vere e proprie esche viventi per attirare altri uccelli liberi. Gli animali venivano costretti a muoversi nell’erba, così da richiamare i propri simili. Una volta avvicinati, gli esemplari selvatici sarebbero dovuti finire nelle reti a scatto predisposte per la cattura. Ma il dispositivo non si fermava qui.Altri due cardellini erano rinchiusi in piccole gabbie sospese tra i rami degli ulivi, mentre un richiamo acustico elettromagnetico contribuiva ad amplificare il suono e rendere ancora più efficace il meccanismo.
Un sistema costruito, secondo gli investigatori, per trasformare gli stessi animali in strumenti della cattura.I carabinieri sono intervenuti prima che il dispositivo potesse produrre ulteriori effetti e hanno recuperato complessivamente otto esemplari. I cardellini, specie particolarmente protetta dalla normativa nazionale e internazionale, sono stati sottratti alla disponibilità dell’uomo. Alcuni degli animali sono stati trasferiti al Centro di recupero animali selvatici di Napoli, dove hanno iniziato un percorso di cure e riabilitazione.
Poggiomarino, l'orrore dei bracconieri: cardellini accecati per farli cantare di più
Si trovava a Poggiomarino la base della banda specializzata nella cattura e commercializzazione di specie di animali protetti. Decine di…
L’obiettivo è riuscire a rimetterli in condizioni tali da poter tornare nel loro ambiente naturale. Fondamentale, durante l’intervento, è stato anche il contributo dei volontari dell’Ente nazionale Protezione animali, impegnati nel recupero e nella gestione degli esemplari. L’operazione riporta così l’attenzione sul fenomeno del bracconaggio dell’avifauna, soprattutto nei confronti di specie particolarmente protette.
In questo caso, secondo quanto contestato dai Forestali, non si sarebbe trattato soltanto della cattura illegale degli uccelli, ma dell’utilizzo di alcuni esemplari come vere e proprie esche per catturarne altri. Per otto cardellini, però, la trappola si è interrotta prima che fosse troppo tardi. Ora la speranza è che, dopo le cure al Cras di Napoli, possano tornare a volare liberi.
Trasportavano 88 cardellini in autostrada, 3 napoletani nei guai
Trasportavano 88 cardellini in autostrada, 3 napoletani nei guai