A Napoli, il teatro fuori dal teatro: pratiche per disinnescare un futuro già scritto
Napoli. I vicoli diventano quinte, le strade palcoscenico, le persone attori e spettatori allo stesso tempo. È da questa intuizione…
Ogni volta che si accende l’occhio di bue prima dell’ingresso del presentatore, nella sala sembra comparire ancora lui. Angelo Melfa, il “papà del teatro” di Poggiomarino, torna idealmente sul palco attraverso le compagnie, gli allievi e quella passione che per una vita ha saputo trasmettere a intere generazioni.È nel suo nome che nasce il Festival del Teatro Amatoriale – Premio Angelo Melfa, presentato sabato sera davanti a una Congrega gremita. Un appuntamento che porta a Poggiomarino dieci compagnie provenienti da diverse parti d’Italia e che vuole trasformare la tradizione teatrale locale in una rassegna capace di parlare a un pubblico più ampio.
Tra il pubblico e gli attori delle compagnie selezionate c’erano anche alcuni degli allievi di Melfa. Una presenza tutt’altro che simbolica, perché il festival nasce proprio nel solco di quella scuola che il maestro del teatro poggiomarinese aveva costruito negli anni.Originario di Napoli, arrivato a Poggiomarino nel 1976, Melfa non si limitò a coltivare la propria passione per il palcoscenico. La trasformò in una vera esperienza collettiva, coinvolgendo bambini, ragazzi, associazioni e scuole.
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Il suo percorso parte dalla radio locale e dalle attività teatrali parrocchiali con i bambini dell’Azione Cattolica, per poi proseguire con la fondazione di gruppi che hanno segnato la storia del teatro cittadino, come Esperienze Artistiche, ‘O Strummolo e I Gabbiani.
Compagnie attraverso le quali Melfa ha portato il teatro anche fuori dai luoghi tradizionali, collaborando con scuole e associazioni e coinvolgendo l’AGVH, con i ragazzi diversamente abili protagonisti degli spettacoli natalizi.Un’eredità che non si è fermata con lui. Anche i figli, oggi professionisti stimati a Poggiomarino, continuano a sostenere quel percorso e a mantenere vivo il legame con il mondo teatrale.
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Dalle Faville al festival nazionale
Tre anni fa, da un’idea nata tra amici accomunati dalla passione per il teatro, sono nate Le Faville. In poco tempo il progetto è cresciuto fino ad assumere una dimensione nazionale, arrivando oggi a costruire una rassegna capace di mettere in rete realtà del teatro amatoriale provenienti da tutta Italia.
Il festival rappresenta dunque un passaggio ulteriore: non soltanto spettacoli, ma un confronto tra compagnie, esperienze e modi diversi di vivere il palcoscenico. A guidare la serata di presentazione è stato il direttore artistico Emilio Bisbiglio, che ha presentato le dieci compagnie in gara tra applausi e momenti di commozione.
Accanto a lui la madrina Rossella Melfa, il presidente della giuria Salvatore Ciro Nappo e don Vincenzo Sirignano. Il cartellone accompagnerà il pubblico per diversi mesi, trasformando Poggiomarino in un punto di riferimento per gli appassionati del teatro amatoriale.
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Dieci spettacoli, una sola rassegna
Si comincia sabato 6 novembre con la compagnia Il Teatro di Donna Peppa, che porterà in scena Mamma, per la regia di Antonello Aprea.Il 27 novembre sarà la volta di Eclettica con Quelle anime dannate, regia di Giuseppe Salatiello. Il 18 dicembretoccherà a Luna Nova, impegnata ne La grande magia con la regia di Angelo Germoglio.Il nuovo anno si aprirà l’8 gennaio con ‘A Fenesta d’ ‘a Torre e Il morto sta bene in salute, diretto da Vincenzo Genovese. Il 29 gennaio sarà invece protagonista Tutti in scena con Amore a prima firma, regia di Giulio Carfora.Il 19 febbraio arriverà A Te Istrione con È felice… Sua Eccellenza, per la regia di Veturia Zanframundo.
Il 12 marzo toccherà a Imprevisti e Probabilità con Filumena, regia di Raffaele Furno.La rassegna proseguirà il 2 aprile con Medea e Il mistero del monastero, diretto da Bina Colomba Balzano. Il 23 aprilesarà la volta di Teatro Insieme Rovigliano con Sabato, domenica e lunedì, regia di Mario Grazio Balzano.A chiudere il festival, domenica 7 maggio, sarà la compagnia IPUNTOEACAPO con L’occasione fa l’uomo padre, regia di Antonio Annunziata.Dieci appuntamenti, dieci compagnie e un viaggio che attraverserà generi, storie e tradizioni teatrali differenti.
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Tutti con un unico palcoscenico: Poggiomarino.Ed è forse proprio questo il senso più profondo del Premio Angelo Melfa. Portare sul territorio il teatro amatoriale nazionale, ma farlo partendo da una storia profondamente locale. Quella di un uomo arrivato in paese quasi cinquant’anni fa e capace di lasciare, attraverso il teatro, una traccia che ancora oggi continua a illuminare il palcoscenico.
Perché quando si accende quell’occhio di bue, prima ancora degli attori, sembra accendersi una memoria. E il nome di Angelo Melfa torna a vivere attraverso chi, ancora oggi, sceglie di salire su un palco.