Torre Annunziata, caccia all’ultimo Gionta: l’ombra sulla città
La latitanza del boss
11 ottobre 2026
La latitanza del boss

Torre Annunziata, caccia all’ultimo Gionta: l’ombra sulla città

Valentino jr sfugge per la seconda volta a un blitz. Il precedente del 2014 e le ipotesi sulla fuga.
Antonio Di Martino

È caccia a Valentino Gionta junior, l’ultimo boss della dinastia dei Valentini ancora a piede libero. Per la seconda volta sfugge a un blitz e torna nell’ombra della latitanza.

Il 35enne è figlio di Aldo e nipote del fondatore del clan oplontino. È il nono destinatario dell’ordinanza contro i protagonisti della guerra con il Quarto Sistema del Penniniello. Otto misure sono state eseguite, lui è introvabile.

La fuga del 2014 e il nascondiglio nella Provolera

La scomparsa riporta le lancette al 5 giugno 2014. Anche allora a sottrarsi alla cattura furono Valentino junior e suo padre. Due fughe concluse a pochi mesi di distanza.

Aldo venne fermato il 16 agosto al porto di Pozzallo. Tentava di imbarcarsi per Malta con una carta d’identità falsa. Il figlio resistette fino al 27 novembre. I carabinieri lo scovarono nel rione Provolera, nascosto in una botola ricavata nelle pareti di un appartamento. Cinque mesi nell’ombra, ma sempre nella città del potere familiare.

Dodici anni dopo, la storia sembra ripetersi. Ancora un’operazione, ancora il suo nome tra i destinatari, ancora il vuoto al momento di eseguire il provvedimento. Una coincidenza di tempi che alimenta interrogativi su quelle fughe quasi «ad orologeria».

Le ipotesi sulla nuova latitanza a Torre Annunziata

Il precedente della Provolera riapre un’altra domanda: dove si nasconde oggi l’erede dei Valentini? Potrebbe essere rimasto a Torre Annunziata oppure aver già cercato rifugio oltre i confini oplontini. Non ci sono riscontri pubblici per stabilirlo.

Nella storia della camorra, però, la latitanza non coincide necessariamente con la lontananza. Restare sul territorio permette talvolta ai capi ricercati di conservare rapporti e seguire gli affari. Consente anche di misurare gli equilibri tra alleati e rivali.

Valentino junior è ritenuto nuovamente ai vertici dell’organizzazione dopo la scarcerazione del 2023. Una permanenza in città potrebbe significare anche tentare di ricompattare una cosca fortemente indebolita. A colpirne i vertici sono stati blitz e inchieste. Potrebbe essere una fase precedente a un eventuale trasferimento lontano, ma non troppo, da Torre Annunziata. Oppure potrebbe protrarsi fino a un’eventuale cattura. È soltanto un’ipotesi.

Le contestazioni e il peso del cognome

Nel frattempo, l’ultima inchiesta lo chiama in causa per due spedizioni intimidatorie contro il gestore di un bar. Il locale è vicino agli ambienti rivali. Le vicende si inseriscono nel clima di violenze esploso nel maggio 2025. Sono contestazioni ancora al vaglio della giustizia.

Sullo sfondo pesa un cognome segnato da arresti e latitanze. Il nonno Valentino fu catturato a Marano nel 1985. Aldo venne fermato mentre cercava di lasciare l’Italia. Il nipote fu stanato in una botola e ora è di nuovo irreperibile.

Cambiano gli anni e le inchieste, ma la caccia ricomincia da lui. E torna la domanda che accompagna la sua seconda fuga. Quanto lontano può spingersi chi potrebbe aver bisogno di restare vicino a casa per mantenere il comando di un clan in difficoltà?