Il cammino spirituale della comunità oplontina verso il giorno dedicato alla sua Patrona è ormai tracciato. Il fitto calendario delle…
L'APPELLO
12 ottobre 2026
L'APPELLO
Madonna della Neve low cost a Torre Annunziata: la Basilica chiede aiuto al popolo dei fedeli
Don Paolino Franzese lancia un accorato appello alle donazioni per coprire le spese della festa patronale.
Mentre il countdown verso il 22 ottobre spacca il silenzio di una città reduce da due scioglimenti di fila, l’identità ferita di Torre Annunziata si rifugia nel porto sicuro: la Basilica e la Vergine Bruna. La festa votiva della Madonna della Neve quest’anno non sarà una passerella di luci sospese, ma una prova di resistenza collettiva contro lo spegnimento delle tradizioni. Di fronte a vicoli e corsi principali lasciati al buio, il senso di appartenenza rionale ha smesso di essere una semplice ricorrenza folcloristica per trasformarsi in un argine sociale. È lo scenario inedito di una comunità chiamata a riappropriarsi della propria festa più sacra, orfana delle istituzioni civili ma sorretta dal legame indissolubile tra la cittadinanza, i lavoratori del mare e lo storico simulacro della Vergine Bruna, in un momento in cui l’assenza delle tradizionali arcate luminose accende un confronto serrato.
La richiesta di don Paolino: l’appello alla generosità dei fedeli
A fronte del recesso economico da parte di Palazzo Criscuolo, la Basilica si affida alla generosità dei fedeli per sostenere la festa votiva del 22 ottobre. Al termine della messa di ieri, don Paolino Franzese ha rivolto un appello alle offerte per contribuire all’organizzazione delle celebrazioni dedicate alla Madonna della Neve. «Il Comune contribuirà per il trono della Vergine Maria in chiesa e per il palco in piazza Ernesto Cesaro. – le parole del parroco – Rivolgo un appello ai fedeli a dare un contributo per sostenere le spese che la Basilica andrà ad affrontare». Un messaggio accorato, volto a richiamare la comunità a farsi custode e motore in prima persona della propria festa feriale, superando le mancanze istituzionali attraverso lo slancio spontaneo della solidarietà rionale.
Lo spostamento dei fondi e la polemica del comitato
La commissione straordinaria ha destinato alla manutenzione del verde pubblico le risorse previste per le luminarie, integrando un capitolo di spesa ritenuto insufficiente. Una decisione che ha aperto il confronto sulle priorità dell’amministrazione e sulla possibilità di individuare altre risorse per accompagneranno i festeggiamenti. Resta da chiarire anche se e in quale misura le somme eventualmente non utilizzate per le indennità degli organi politici possano essere destinate a iniziative cittadine. La loro effettiva disponibilità va verificata nei documenti di bilancio. Ad intervenire sulla vicenda anche il comitato “Commissari siamo noi”. «Abbiamo chiesto spiegazioni ufficiali alla commissione straordinaria. – si legge in una nota – In questi mesi sono stati risparmiati i fondi destinati a sindaco, presidente del consiglio, giunta e consiglieri comunali. Circa 100mila euro al mese che potevano tranquillamente essere dirottati per le luminarie».

