Torna in Libertà la cicogna salvata a Massa Lubrense
IL SALVATAGGIO
13 ottobre 2026
IL SALVATAGGIO

Torna in Libertà la cicogna salvata a Massa Lubrense

Il recupero della cicogna riaccende il dibattito sul DDL “Sparatutto”, una riforma venatoria che estende la caccia e riduce le tutele per la fauna.
Ilaria Di Paola

La giovane cicogna, trovata qualche giorno fa su una terrazza vista mare a Marina del Cantone (Massa Lubrense), è tornata libera. L’animale è stato tratto in salvo e curato dai volontari del WWF Terre del Tirreno.

Segnalata la presenza del volatile, i volontari si sono recati subito sul posto insieme al presidente Claudio d’Esposito e al biologo Fabio Russo. La cicogna appariva debole e stremata: per questo si è lasciata avvicinare e catturare senza opporre alcuna resistenza.

Grazie agli anelli identificativi presenti sulle zampe, è stato possibile ricostruire la sua storia. La cicogna era stata inanellata in Polonia il 16 giugno 2026 ed era un giovane esemplare (un pullus) al suo primo volo migratorio. Il Responsabile dell’ASL veterinaria di Piano di Sorrento ha attivato con urgenza un’ambulanza per trasferire l’animale al Centro Recupero Fauna Selvatica “Il Frullone” di Napoli.

I veterinari del centro hanno riscontrato un forte stato di debilitazione con problemi metabolici. Dopo un ciclo di cure, la cicogna è stata trasferita nelle voliere di riabilitazione fino alla completa guarigione. L’animale è stato infine liberato in un’area idonea nell’Avellinese. Qui potrà nutrirsi in natura e riprendere il viaggio verso sud in vista dell’inverno.

“Siamo contenti del lieto fine di questa storia – dichiara Claudio d’Esposito presidente del WWF Terre del Tirreno – vedere una cicogna è considerato da sempre un presagio positivo, simbolo universale di buona fortuna, prosperità e arrivo di buone notizie.”

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L’impatto 

La vicenda dimostra la crescente sensibilità dei cittadini verso la fauna selvatica e la tutela dell’ambiente. Tuttavia, il quadro normativo rischia di andare nella direzione opposta. Nonostante l’85% della popolazione chieda maggiori limiti all’attività venatoria, è in arrivo il DDL 1552 (noto come DDL “Sparatutto” o “Caccia Selvaggia”). Si tratta di una riforma della legge sulla caccia (L. 157/1992), già approvata al Senato e ora all’esame della Camera.

Il provvedimento è fortemente osteggiato dal WWF e dalle principali associazioni ambientaliste, che lo considerano un grave pericolo per la biodiversità e la sicurezza pubblica. La riforma prevede, infatti, tra le varie cose l’estensione dei periodi di caccia, anche durante la migrazione e la nidificazione. A questo si aggiungerebbe l’aumento delle specie cacciabili e la riduzione delle aree protette; il via libera alla caccia su spiagge, demanio e boschi. Inoltre, sarebbe previsto lo sconto sulle pene per reati di bracconaggio e infrazioni nei parchi.