Emergenza educativa, scuole e famiglie al centro della prevenzione
Si riaccende l’attenzione sull’emergenza educativa e sulle responsabilità degli adulti nella crescita delle nuove generazioni. A intervenire è l’arcivescovo di Napoli, cardinale Domenico Battaglia, in seguito ai recenti episodi di violenza avvenuti a Napoli e Roma.
“L’emergenza educativa è soprattutto un problema di adulti. I ragazzi hanno le loro responsabilità, ma educare vuol dire anche farsi carico del mondo in cui crescono”. Lo sottolinea in un comunicato l’arcivescovo.
Tra i fatti citati c’è l’aggressione avvenuta al Vomero, dove un uomo è stato picchiato da alcuni giovanissimi mentre cercava di difendere le due figlie, entrambe minorenni, per poi essere investito da un camion della raccolta dei rifiuti. Un episodio sul quale saranno le indagini ad accertare le responsabilità, ma che, secondo l’arcivescovo, non può essere considerato soltanto un fatto di cronaca.
“Se ragazzi così giovani arrivano a una simile ferocia, dobbiamo chiederci che cosa abbiamo insegnato loro, quali esempi hanno avuto sotto gli occhi, con quali parole li abbiamo abituati ad affrontare i conflitti e quanto valore abbiamo dato alla vita degli altri”.
Battaglia aggiunge: “La prevenzione comincia ben prima di una rissa: quando un ragazzo trova qualcuno disposto ad ascoltarlo, quando una famiglia può chiedere aiuto senza sentirsi giudicata, quando una scuola non è lasciata sola, quando un quartiere offre occasioni sane e sicure per stare insieme.”
Il cardinale richiama anche le istituzioni e la politica, sottolineando la necessità di fare dell’emergenza educativa una priorità concreta nel dibattito pubblico. La sicurezza e la repressione della violenza devono essere affiancate da interventi di prevenzione, sostegno alle famiglie e maggiori investimenti in scuole, sport, servizi e luoghi di aggregazione. Un impegno di lungo periodo, i cui risultati non sono immediati, ma necessario per affrontare le cause del disagio giovanile.

