Torre del Greco, la comunità della parroccha del Carmine in marcia per don Mario
Torre del Greco. Venticinque anni nel cuore antico della città, tra piazza Luigi Palomba e i vicoli che circondano la parrocchia di Maria Santissima del Carmine. Venticinque anni trascorsi alla guida e a sostegno di un’intera comunità.
In un quartiere storicamente «complesso» e fragile, la figura di don Mario Pasqua ha incarnato un vero e proprio punto di riferimento, non solo religioso: una presenza costante, un porto sicuro e un faro di speranza per intere generazioni.
Per questo motivo l’improvvisa notizia del suo trasferimento a Napoli ha scosso come un «terremoto» la vita dei fedeli, lasciando sul campo un sentimento diffuso di amarezza e sconcerto.
Non c’è rabbia né volontà di contestare l’autorità della Chiesa nelle intenzioni dei parrocchiani. Nessuno mette in discussione la legittimità delle decisioni dei vertici ecclesiastici.
Ciò che ferisce e che ha spinto l’associazione Progetto 081 a farsi portavoce del malcontento generale, sono le modalità e la tempistica di una decisione piovuta dall’alto senza preavvisi o percorsi di preparazione. Un taglio netto, privo di quel dialogo e di quell’ascolto che dovrebbero sempre accompagnare la vita di una comunità cristiana.
Per testimoniare l’affetto incrollabile e chiedere un gesto di ragionevolezza, domani – a partire dalle 17 – le strade del centro si trasformeranno nel teatro di una marcia di preghiera pacifica e silenziosa. Si partirà da piazza Luigi Palomba per poi attraversare via Piscopia, via Salvator Noto, piazza Santa Croce e Corso Umberto, prima di fare ritorno al punto di partenza. Non ci saranno striscioni polemici, né cori o slogan di protesta. «Sarà un cammino di raccoglimento – sottolineano gli organizzatori – una testimonianza corale di fede e di civiltà per chiedere alle autorità ecclesiastiche una sola cosa: il tempo».
I fedeli, infatti, chiedono con rispetto una proroga temporanea del servizio di don Mario, limitata al tempo strettamente necessario per garantire un affiancamento con il nuovo parroco. In un quartiere dalle dinamiche delicate come piazza Luigi Palomba, il passaggio di consegne non è un dettaglio trascurabile.
Don Mario Pasqua conosce ogni famiglia, ogni fragilità e ogni ferita del territorio. Permettere un periodo di transizione guidato significherebbe offrire al sacerdote subentrante la possibilità di comprendere a fondo la realtà che si appresta a guidare, garantendo ai cittadini una continuità fondamentale.
La marcia vuole essere un ponte di dialogo, un appello accorato alla sensibilità dei vertici diocesani affinché prevalgano l’ascolto e la comunione. «Perché venticinque anni di presenza, di dedizione e di amore pastorale – concludono i fedeli – non si cancellano con un trasferimento. Restano nella memoria, nella preghiera e nel cuore di una comunità».
@riproduzione riservata

