Abusi edilizi in Penisola Sorrentina: sigilli al «Villaggio di Nettuno» a Nerano
IL BLITZ
16 ottobre 2026
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Abusi edilizi in Penisola Sorrentina: sigilli al «Villaggio di Nettuno» a Nerano

Sequestrate dalla Guardia Costiera di Castellammare di Stabia diverse opere nell'area solarium-piscina e nei percorsi di accesso al mare del celebre complesso turistico. L'intervento è stato disposto dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura per violazione del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.
Michele De Feo

Un intervento deciso per la salvaguardia dell’integrità ambientale e paesaggistica di uno dei tratti di costa più suggestivi e rinomati della Penisola Sorrentina. I militari della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Castellammare di Stabia hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della Procura della Repubblica, a carico di diverse opere realizzate all’interno del noto complesso turistico “Villaggio di Nettuno”, situato nella splendida cornice di Marina del Cantone a Nerano, nel territorio comunale di Massa Lubrense.

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L’ipotesi di reato contestata riguarda la violazione dell’articolo 181 del Decreto Legislativo 42/2004, la norma fondamentale a tutela dei beni culturali e del paesaggio. Il provvedimento cautelare trae origine da una complessa e approfondita attività investigativa condotta dagli uomini della Guardia Costiera stabiese, intervenuti sul posto congiuntamente ai tecnici dell’Ufficio Tecnico del Comune di Massa Lubrense per un accurato sopralluogo. La struttura ricettiva si trova infatti in un’area sottoposta a vincolo rigoroso, posto proprio a ridosso del pubblico demanio marittimo e immersa in un contesto dichiarato di notevole interesse pubblico.

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Nel corso degli accertamenti sul campo e del successivo esame incrociato con la documentazione tecnico-amministrativa archiviata negli uffici comunali, sono emerse rilevanti difformità e trasformazioni strutturali prive dei titoli autorizzativi necessari, con particolare riferimento alle autorizzazioni paesaggistiche prescritte dalla legge.

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In particolare, le opere abusive riscontrate interessano l’area destinata a solarium e piscina, nonché i camminamenti e i percorsi di collegamento che conducono direttamente alla spiaggia. Nel condividere pienamente la ricostruzione e l’impostazione accusatoria formulata dalla Procura di Torre Annunziata, guidata dal Procuratore Nunzio Fragliasso, il GIP ha disposto il sequestro delle opere ritenendo concreto e attuale il pericolo che la disponibilità e la libera fruizione di tali strutture potessero aggravare o protrarre le conseguenze del reato.

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La destinazione turistico-ricreativa del complesso e l’imminenza delle attività avrebbero infatti potuto incidere in maniera ancora più grave sul delicato equilibrio del bene paesaggistico tutelato. L’operazione si inserisce in una più vasta e sistematica azione di contrasto agli abusi edilizi sul litorale promossa dalla Procura oplontina. Come ricordato dal Procuratore Fragliasso, il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. L’impianto cautelare potrà essere sottoposto al vaglio del Tribunale del Riesame. Contestualmente, in forza del principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza, la posizione dei soggetti indagati rimarrà tale fino all’eventuale emissione di una sentenza definitiva di condanna.