Mille talee per il mare: la Baia di Ieranto rinasce con il trapianto di posidonia
MASSA LUBRENSE
16 ottobre 2026
MASSA LUBRENSE

Mille talee per il mare: la Baia di Ieranto rinasce con il trapianto di posidonia

Duecento metri quadrati di biostuoie biodegradabili posizionati sul fondale dell'Area Marina Protetta di Punta Campanella. Il progetto Green Sea punta a sanare le ferite dell'ancoraggio selvaggio.
Marco Cirillo

Il fondale della Baia di Ieranto torna a respirare grazie a un innovativo trapianto sottomarino: duemila talee di posidonia oceanica sono state impiantate su cento metri quadrati di biostuoie biodegradabili per rigenerare le praterie dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. L’intervento fa parte del progetto “Green Sea”, realizzato dall’International School for Scientific Diving (ISSD) con il supporto del Distav dell’Università di Genova e il sostegno di Fondazione Deutsche Bank Italia. L’operazione punta a sanare le ferite inferte in passato dall’ancoraggio selvaggio dei diportisti in una delle oasi biologiche più preziose della Campania.

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L’intervento a impatto zero
L’operazione di restauro ambientale non ha comportato alcun danno agli ecosistemi esistenti. I subacquei scientifici hanno infatti raccolto esclusivamente frammenti di pianta naturalmente distaccati e destinati alla degradazione, posizionandoli poi nella zona B del Parco. Le biostuoie biodegradabili fungono da culla per i nuovi rizomi, replicando il modello già sperimentato con successo nel 2024 alle Cinque Terre, dove si è registrato un tasso di sopravvivenza delle talee del 60%. La scelta del sito risponde a una precisa visione di riscatto ecologico.

Prevenzione e tutela ecologica
«L’area nella quale abbiamo scelto di realizzare questo intervento di trapianto non è stata individuata casualmente», precisa Carolina Mazzella, Presidente dell’Amp Punta Campanella, ricordando il contrasto tra il passato di forte pressione antropica e un presente fondato sulla tutela in sinergia con il FAI. «Il restauro ambientale rappresenta quindi un’opportunità importante, ma deve andare di pari passo con la prevenzione, la tutela e la consapevolezza. Perché conservare ciò che abbiamo è sempre il primo e più efficace intervento di restoration».

Boschi sommersi contro il clima
La posidonia non è una semplice alga, ma una pianta superiore che forma veri e propri boschi sommersi fondamentali per l’ecosistema del Mediterraneo. Come spiega Stefano Acunto, direttore dell’ISSD, queste praterie producono ossigeno, assorbono anidride carbonica e proteggono le coste dall’erosione. Il loro ripristino, presentato di recente al Museo Darwin Dohrn di Napoli, è una sfida cruciale per contrastare i cambiamenti climatici e l’innalzamento delle temperature marine che minacciano la biodiversità sottomarina.