Scavi di Ercolano, riapre la bottega di Priapo: l’antica città ritrova un «tesoro»
IL SITO ARCHEOLOGICO
16 ottobre 2026
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Scavi di Ercolano, riapre la bottega di Priapo: l’antica città ritrova un «tesoro»

Ultimati i lavori di restauro, recuperato un altro quartiere dell'antica Ercolano
metropolisweb

Ercolano. Dopo anni di chiusura e lavori, gli Scavi «ritrovano» l’antica Bottega di Priapo. La riapertura restituisce ai visitatori anche il quartiere abitativo collegato, rimasto escluso per diversi anni dai percorsi della città antica. L’intervento arriva a pochi mesi dall’apertura del percorso del Calchidicum e rientra nella manutenzione straordinaria del sito.

I lavori hanno interessato la taberna e gli ambienti annessi, con la sostituzione degli architravi in legno, acciaio o cemento armato deteriorati o non più adeguati alla funzione strutturale.

Gli elementi compromessi sono stati sostituiti con travi in massello di azobé, seguite da interventi sulle murature antiche. «Restituire alla collettività la Bottega di Priapo significa riaprire uno degli spazi in cui meglio si legge la vita quotidiana di Ercolano antica – sottolinea la direttrice del Parco, Federica Colaiacomo – Qui si mangiava, si beveva, ci si incontrava e si poteva anche trascorrere la notte».

Scoperta durante gli scavi diretti da Amedeo Maiuri, la bottega prende il nome dall’immagine di Priapo, dio della fertilità e della prosperità, dipinta dietro il bancone.

La scena restituita dall’eruzione del 79 d.C. racconta un’attività in cui si preparavano e vendevano cibi: una piccola cisterna poteva mantenere fresco il vino, mentre una stanza con panche di pietra accoglieva i clienti.

Sul soppalco erano conservate le provviste, tra cui un’anfora di vino cretese e oltre quindici chili di favino.

Dietro il bancone, un passaggio conduceva a un deposito di pentole, stoviglie e alimenti, collegato a una sala da pranzo decorata con affreschi bianchi e riquadri rossi che incorniciano nature morte.

Una finestrella collegava la sala al bancone, consentendo di passare i piatti appena preparati. Accanto alla taberna, l’edificio su due piani, diviso in stanze, potrebbe essere stato una struttura d’accoglienza più che una semplice abitazione.

La bottega sarebbe stata anche un luogo di sosta per viaggiatori, dove mangiare, conversare e pernottare. Il ritorno alla visita consente di rileggere uno scorcio della città antica attraverso gli spazi del lavoro, del pasto e dell’ospitalità, preservati dall’eruzione oggi.

La manutenzione straordinaria è stata finanziata con fondi della legge 190 del 23 dicembre 2014, annualità 2025-2027. Hanno partecipato funzionari del Parco, professionisti esterni e imprese specializzate.

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