Torre Annunziata, blitz al clan Gionta: scarcerato Luigi Sperandeo
Scarcerato Luigi Sperandeo, alias «Luigi ’o Russ». Il Riesame di Napoli ha escluso i gravi indizi di colpevolezza per la stesa del 20 maggio 2025 avvenuta in Vico Collinetta a Torre Annunziata.
Il tribunale ha accolto la tesi della difesa. Sperandeo è assistito dagli avvocati Antonio Iorio del Foro oplontino e Leopoldo Perone del Foro di Napoli. Il collegio ha ritenuto insufficienti gli elementi a sostegno del suo coinvolgimento nell’azione armata. Il raid aveva preso di mira l’abitazione del padre del minorenne coinvolto, il giorno prima, nella rissa al Maximall.
Stesa a Torre Annunziata, la ricostruzione accusatoria
L’episodio era stato inserito dalla Dda partenopea nella contrapposizione tra il gruppo del rione Penniniello e il clan Gionta. Il primo viene indicato come vicino al cosiddetto IV Sistema. Il secondo è storicamente radicato a Torre Annunziata.
Nel blitz dello scorso 5 ottobre, il gip aveva disposto per Sperandeo la custodia cautelare in carcere. Era ritenuto gravemente indiziato di aver preso parte alla spedizione armata.
Nell’ordinanza gli veniva attribuito il ruolo di palo e di supporto agli esecutori materiali. Vincenzo Di Salvatore e Vincenzo Della Ragione erano indicati come i presunti autori degli spari.
La ricostruzione accusatoria valorizzava i movimenti osservati nelle ore del raid. Tra gli elementi figurava il passaggio di alcuni scooter nella strada senza uscita dove si trova l’abitazione di Sperandeo. A questi si aggiungevano gli accertamenti tecnici eseguiti subito dopo.
Anche l’esame Stub era entrato nel quadro indiziario, ma con un risultato diverso rispetto agli altri due indagati. Sulle mani di Di Salvatore e Della Ragione erano stati rilevati residui di polvere da sparo in alta concentrazione. Le tracce erano considerate compatibili con lo sparo. Per Sperandeo, invece, l’esito era stato definito “indicativo”, con residui presenti in quantità inferiore.
Il gip aveva letto quel dato insieme agli altri elementi raccolti. Lo aveva ritenuto compatibile con il ruolo di palo ipotizzato dagli investigatori.
La decisione del Riesame
Il Tribunale del Riesame ha però rivalutato l’intero impianto. Ha condiviso le argomentazioni della difesa sull’assenza di elementi sufficienti a collocare Sperandeo sulla scena del delitto. Il collegio ha ritenuto insufficienti anche gli elementi a sostegno del suo contributo alla stesa.
È stato inoltre riesaminato il tema della sua presunta contiguità con il clan Gionta. La circostanza aveva avuto un peso nella lettura complessiva della Procura.
I difensori hanno prodotto documentazione e ricostruito la cronologia degli eventi del 20 maggio. Hanno contestato la compatibilità temporale e fattuale dell’ipotesi accusatoria.
Il Riesame ha ritenuto queste argomentazioni sufficienti a far venir meno, allo stato degli atti, la gravità indiziaria. Non sussistevano quindi i presupposti necessari al mantenimento della custodia cautelare.
La decisione porta alla scarcerazione di Sperandeo e modifica in modo sostanziale la sua posizione nel procedimento. Resta l’inchiesta sulla stesa e sullo scontro tra i due gruppi. Per “Luigi ’o Russ”, però, il quadro cautelare costruito nell’ordinanza del gip non ha retto al vaglio del Tribunale del Riesame.

