Dalla Statale 268 alla Sorrentina, la lunga scia di sangue  sull’asfalto della provincia di Napoli
Incidente statale 268
INCIDENTI STRADALI
17 ottobre 2026
INCIDENTI STRADALI

Dalla Statale 268 alla Sorrentina, la lunga scia di sangue sull’asfalto della provincia di Napoli

Dalla penisola sorrentina all’area vesuviana, gli incidenti gravi continuano a segnare le comunità. Le storie di chi non è tornato a casa raccontano una fragilità che impone prevenzione, controlli e strade più sicure.
Anna Santaniello

Ci sono viaggi che dovrebbero durare pochi minuti e che invece diventano l’ultimo tragitto. Si esce di casa per andare al lavoro, si sale in sella a uno scooter per raggiungere il mare, si percorre una strada conosciuta a memoria.

Poi un impatto, una caduta, una frenata che non basta. In pochi istanti la quotidianità si spezza e, per chi resta, comincia un tempo diverso, fatto di attese, domande e assenze.

Nella penisola sorrentina e nell’area vesuviana, le cronache degli ultimi mesi hanno raccontato troppe volte questa stessa frattura. Il 2026 è stato un anno terribile per i tanti incidenti che hanno macchiato le strade del Vesuviano di sangue.

Tanti gli scontri fra auto, troppe le tragedie e le vite spezzate sull’asfalto. L’ultima, ma solo in ordine di tempo, quella di un giovane motociclista di San Gennaro Vesuviano travolto da un’auto a Ottaviano.

Si chiamava Manuel ed è stato scaraventato sull’asfalto, l’impatto non gli ha lasciato scampo. Un destino simile a quello di tanti ragazzi che tra Poggiomarino, San Giuseppe Vesuviano e Terzigno hanno perso la vita negli ultimi mesi. Ma l’indice di incidenti maggiore è su strade statali e autostrade del Vesuviano, la 268 si conferma una delle arterie più pericolose anche – e soprattutto – per l’imprudenza degli automobilisti.

A Sant’Agnello, la morte di Dario Crotti, vent’anni, ha riportato il dolore sulle strade della costiera. Nella notte del 6 ottobre il giovane viaggiava sul suo scooter lungo via Nastro d’Argento quando, per cause ancora da accertare, ha perso il controllo del mezzo ed è finito fuori carreggiata.

Quando i carabinieri sono arrivati sul posto, per lui non c’era più nulla da fare. La dinamica è stata affidata agli investigatori, ma alla comunità è rimasta la notizia più difficile da accettare: una vita appena cominciata, interrotta durante un tragitto ordinario.

Non era la prima volta che la penisola si ritrovava a piangere le vittime della strada. A febbraio, la morte dei coniugi sorrentini Antonio Cianciullo e Teresa Di Lanno aveva scosso profondamente il territorio.

A giugno, in via degli Aranci, a Sorrento, un violento scontro tra uno scooter e un’automobile era costato la vita a una donna di 65 anni.

Poi, il 9 luglio, Giovanni Caiazzo, 28 anni, originario di Gragnano, era morto dopo l’impatto tra il suo scooter e un camion lungo la Statale 145, a Vico Equense.

Un mese più tardi, sul raccordo di Castellammare, aveva perso la vita Ciro Sannino, 59 anni, residente a Piano di Sorrento, coinvolto in uno scontro con un van che, secondo le prime ricostruzioni, avrebbe imboccato contromano la rampa di accesso.

Incidente statale Vesuvio 268

Sono storie diverse, e sarà il lavoro degli inquirenti a chiarire dinamiche e responsabilità. Ma la loro successione riporta l’attenzione su una rete stradale sottoposta a pressioni continue: traffico intenso, flussi turistici, curve e pendenze, mezzi pesanti e veicoli a due ruote che condividono carreggiate spesso difficili.

La Statale 145 è indispensabile per chi vive e lavora in costiera, ma proprio per questo le sue criticità non possono essere affrontate soltanto dopo un incidente mortale.

Segnaletica, manutenzione, limiti rispettati e controlli devono diventare una presenza costante, non una risposta temporanea all’ultima tragedia.

Il dolore attraversa anche l’area vesuviana. A Torre Annunziata, il 16 agosto, Paolo Lettieri aveva appena diciotto anni e già lavorava come bagnino. Stava raggiungendo il Lido Azzurro per iniziare la giornata quando, in via Avallone, alle spalle dello stadio Giraud, il suo scooter si è scontrato con un’automobile. Non è mai arrivato al lavoro. In quella mattina d’agosto, il futuro di un ragazzo che aveva appena cominciato a costruirsi la propria autonomia si è fermato sull’asfalto.

Poche settimane prima, sulla Panoramica tra Boscoreale e Boscotrecase, era morto Francesco Cuomo, 23 anni. Anche lui viaggiava in scooter quando, secondo una prima ricostruzione, perse il controllo del mezzo e finì contro un masso ai margini della carreggiata. L’impatto non gli lasciò scampo. La notizia si diffuse rapidamente tra i comuni vesuviani, dove un’altra famiglia si ritrovò a fare i conti con una perdita improvvisa.

Episodi che non dimostrano da soli l’esistenza di una causa comune, ma ricordano quanto poco margine possa esserci per chi viaggia su due ruote quando qualcosa va storto.L’allarme non riguarda soltanto le strade extraurbane.

Nei centri abitati, pedoni e conducenti si incontrano in spazi stretti, tra incroci, auto parcheggiate e attraversamenti.

A Torre del Greco, gli investimenti avvenuti in via Nazionale hanno riportato l’attenzione sulla vulnerabilità di chi cammina: le strisce pedonali devono essere un luogo di protezione, non un punto in cui affidarsi alla fortuna.

Visibilità, illuminazione, velocità adeguata e rispetto delle precedenze sono elementi decisivi, soprattutto per anziani, bambini e persone con mobilità ridotta.