Torre Annunziata, don Paolino: «Madonna della Neve festa dell’identità»
A pochi giorni dall’inizio dei solenni festeggiamenti in onore della Madonna della Neve, Torre Annunziata vive un momento di grande fermento. La Vergine bruna è tanto cara ai torresi e la sua ricorrenza è fissata per il 22 ottobre.
Tra gli appuntamenti religiosi, gli eventi civili e i preparativi del tradizionale novenario, la comunità si stringe attorno al proprio simbolo identitario più forte. A fare il punto sulla situazione è don Paolino, rettore della Basilica della Madonna della Neve.
Don Paolino, mancano pochissimi giorni al 22 ottobre e Torre Annunziata è in fermento. Con quale spirito la comunità si sta preparando a questo grande appuntamento?
«Più ci si avvicina al grande giorno, più cresce l’emozione. Per il popolo di Torre, il 22 ottobre non è solo una festa religiosa, ma una festa direi quasi identitaria. Dire Torre Annunziata significa dire Madonna della Neve, e viceversa.
Ci stiamo preparando con il novenario in corso. Ogni giorno sta vedendo l’avvicendamento delle comunità parrocchiali cittadine. Abbiamo avuto la gioia di accogliere in basilica il rettore del Santuario di Lourdes. Domani avremo quello di Pompei e lunedì quello del Santuario di Madonna dell’Arco.
C’è poi un ricco calendario di eventi civili. Partirà domani con il primo appuntamento e culminerà domenica con l’omaggio floreale della Commissione Prefettizia».
Fondi, luminarie e sostegno dei privati
La città vive giorni di attesa, ma anche di forte dibattito. Non sono mancate polemiche e discussioni in merito ai fondi da stanziare, alle luminarie e alle spese pubbliche. Qual è la verità su questi fatti?
«Quest’anno mi sono interfacciato più volte con la Commissione Prefettizia. La Commissione si è resa fin da subito disponibile a finanziare le spese. Sono quelle che ogni anno l’amministrazione comunale ha sempre sostenuto in occasione della festa.
Essendo una festa votiva, il Comune ha sempre garantito il sostegno per l’allestimento del trono della Madonna in chiesa. Ha sostenuto anche le spese processionali, come le bande musicali e il palco a Piazza Santa Teresa per la sosta del miracolo. Tra queste rientra anche il piano di sicurezza.
Per quanto riguarda le luminarie, quest’anno la Commissione prefettizia ha fatto la valutazione di non installarle direttamente con fondi pubblici. Tuttavia, grazie anche all’intervento di alcuni sponsor, siamo riusciti a non far mancare le luci a Piazza Giovanni XXIII e a via Simeone. Rappresentano il cuore pulsante della festa. Quindi, grazie alla solidarietà dei privati, le luminarie saranno regolarmente accese».
Il programma civile e religioso fino al 22 ottobre
Dunque, sotto l’aspetto delle luminarie e degli eventi, la festa è salva. Quali saranno i momenti clou del programma civile e religioso?
«Oltre al novenario in chiesa, prenderanno il via i festeggiamenti civili. Ci sarà un gruppo folk che animerà una sfilata. Domenica alle ore 17:30 partirà il corteo istituzionale da Palazzo Criscuolo fino alla Basilica. In serata, la rassegna di cori polifonici “Le Glorie di Maria”. La mattina sarà invece dedicata ai bambini in Piazza Giovanni XXIII.
Lunedì ci sarà spazio alla rievocazione storica della nascita di Torre Annunziata. Martedì e mercoledì si alterneranno altri gruppi folk a Piazza Giovanni XXIII.
Mercoledì, giorno della Vigilia, alle ore 21:00 in Basilica si terrà la veglia di preghiera. Per la prima volta, sulla facciata della basilica appena restaurata, proietteremo un video realizzato con l’intelligenza artificiale. Racconta la storia della nascita di Torre Annunziata e della devozione alla Madonna della Neve.
Giovedì, il grande giorno del 22 ottobre, prevede la prima messa alle ore 07:00. Alle 08:30 la solenne celebrazione presieduta dal vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino. Alle 10:00 la solenne processione per le strade cittadine con il consueto itinerario».
L’appello all’unità della comunità di Torre Annunziata
Don Paolino, quest’anno la città affronta un periodo particolare, segnato da ferite recenti, infiltrazioni mafiose e scioglimenti. C’è stato anche l’ennesimo blitz delle forze dell’ordine. Qual è il messaggio che lancia a Maria e ai fedeli?
«Quest’anno, nella preghiera alla Madonna della Neve, ho scritto che forse oggi, a differenza del 22 ottobre 1822, la lava assume contorni diversi. Penso alla solitudine di chi è solo, al disagio dei giovani nel nostro territorio. E alle macchie della criminalità che ancora non riescono ad andare via da questa terra.
La preghiera che come popolo vogliamo rivolgere a Maria è, innanzitutto, di non perdere la speranza. Guardando a Lei possiamo trovare la forza di costruire un futuro più bello, possibile da realizzare insieme come comunità.
Mai come in questo momento, alla luce di ciò che stiamo vivendo, dobbiamo ritrovare compattezza. È brutto quando ci contrapponiamo l’uno con l’altro.
Ritrovare l’unità del popolo è la cosa più bella che dobbiamo fare insieme. Dobbiamo provare insieme a guardare ciò che di bello la nostra città possiede e risollevarne le sorti.
Io ricordo la celebre disputa dei pescatori quando trovarono il quadro della Madonna. Dicevano “È mio!”, “È tuo!”, “È nostro!”. Non c’è nulla che è mio o tuo: è nostro. E se riscopriamo l’importanza di custodire ciò che ci appartiene, forse riusciremo a fare qualcosa di grande insieme. Ci appartengono il territorio, il futuro, le risorse di questa terra».

