Nel nome del padre e del gol: Sibilli, 20 anni dopo la storia si ripete al Menti
SERIE B
21 ottobre 2026
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Nel nome del padre e del gol: Sibilli, 20 anni dopo la storia si ripete al Menti

Dopo 7515 giorni dall’ultima rete di Sasà segna il figlio Peppe L’ultimo centro di Giuseppe risaliva al giugno 2025 con la Samp
Michele Imparato

C’è un filo che lega la storia della Juve Stabia, la passione di una città e la tradizione calcistica di una famiglia. Un filo lungo vent’anni che domenica pomeriggio, sul manto erboso del Romeo Menti, si è riavvolto regalando una di quelle storie che solo il calcio sa raccontare con tale nitidezza. A distanza di venti anni esatti dall’inizio dell’avventura di papà Salvatore con la maglia gialloblù, anche Giuseppe Sibilli ha scritto il proprio nome nel registro dei marcatori delle vespe. Un gol pesante, viscerale, arrivato nel netto 3-0 calato dalla formazione di casa ai danni del Südtirol. Una rete che non rappresenta soltanto tre punti in classifica, ma il compimento di un cerchio familiare e sportivo che a Castellammare di Stabia ha il sapore della tradizione.

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L’ultimo gol di papà Salvatore 20 anni fa

Per comprendere in pieno la portata emotiva del momento occorre fare un salto indietro nel tempo. Correva il triennio 2003-2006 quando Salvatore Sibilli incantava i tifosi delle Vespe a suon di giocate e reti pesanti. L’ultimo sigillo di papà Salvatore con la maglia delle vespe risaliva al 27 marzo 2006: una trasformazione glaciale dagli undici metri, proprio al Romeo Menti. Da quel giorno sono trascorsi vent’anni di attesa prima che un altro Sibilli potesse esultare con i colori della Juve Stabia cuciti sul petto. Un’eredità importante, che Giuseppe ha raccolto non con il peso della responsabilità, ma con la fame di chi voleva fortemente questo punto d’arrivo. La rete contro la formazione altoatesina ha un valore doppio per l’attaccante. Oltre a rinverdire la tradizione di famiglia, il gol al Südtirol ha spezzato un digiuno personale che durava da ben 483 giorni. L’ultima gioia personale di Giuseppe Sibilli risaliva infatti alla sfida tra Sampdoria e Salernitana, valida per il playout e giocata sul prato dell’Arechi. Perchè l’anno scorso, il 18 ottobre, l’attaccante era stato squalificato per una vicenda legate a scommesse effettuate. Da quel momento in poi, tra fasi di transizione e nuove sfide, la strada verso la rete sembrava essersi smarrita. Trovarla di nuovo, davanti ai propri tifosi e in una cornice di pubblico esaltante, ha liberato un urlo di gioia trattenuto per oltre un anno.

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La scelta di Giuseppe

L’approdo di Giuseppe Sibilli a Castellammare non è stato un semplice trasferimento di fine mercato, ma il coronamento di un corteggiamento lungo e complesso. Arrivato negli ultimi giorni di agosto al termine di un’articolata trattativa tra la Juve Stabia e il Bari, il giocatore ha spinto forte per vestire il gialloblù. Come dichiarato dallo stesso attaccante nelle sue prime uscite pubbliche, la piazza stabiese è stata la sua prima scelta assoluta: voleva Castellammare a tutti i costi, fortemente motivato dal calore dell’ambiente e dal richiamo di una maglia che in casa Sibilli ha sempre avuto un significato speciale. Fin dai primi minuti giocati con la nuova maglia, l’impatto di Sibilli è stato visibile e immediato. Tecnica, corsa e spirito di sacrificio hanno subito conquistato compagni e tifosi. La sfida contro il Südtirol è stata la naturale consacrazione di questo inserimento: una prestazione maiuscola, condotta con personalità e suggellata dal primo acuto stagionale. La domenica di grazia di Giuseppe Sibilli ha riacceso l’entusiasmo di un popolo che sa riconoscere l’appartenenza. Castellammare si gode il suo nuovo trascinatore, consapevole che, nel segno dei Sibilli, il futuro della Juve Stabia ha ancora tante pagine importanti da scrivere.