Castellammare, pizzo e droga al rione Cmi: «Condannate a 12 anni il genero del boss D'Alessandro»
Francesco Paolo Savarese aveva preso in mano gli affari criminali del rione Cmi a Castellammare e anche dal carcere riusciva…
Due sparatorie in ventiquattro ore e il sangue che torna a macchiare l’asfalto delle strade della periferia est di Castellammare. Nel rione Cmi non si parla d’altro che della paura di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, mentre una generazione di giovanissimi spregiudicati circola armata di pistola pronta a premere il grilletto.
Castellammare, pizzo e droga al rione Cmi: «Condannate a 12 anni il genero del boss D'Alessandro»
Francesco Paolo Savarese aveva preso in mano gli affari criminali del rione Cmi a Castellammare e anche dal carcere riusciva…
Il doppio episodio degli ultimi giorni — prima il proiettile alla caviglia esploso a margine di una furiosa rissa in strada e poi l’agguato a bruciapelo lungo via Napoli ai danni di un ventiduenne ferito alle spalle nei pressi di un ex distributore di benzina — restituisce la fotografia nitida di un quartiere ormai ostaggio dei «cani sciolti».
Castellammare. Spari al rione Cmi, giovane colpito alle spalle
Si torna a sparare a Castellammare di Stabia. I sicari sono tornati in azione in via Napoli, nel quartiere Cmi,…
Non ci si trova più soltanto di fronte alla classica e rigida strategia di comando imposta dai clan storici della camorra stabiese. Ciò che sta mettendo a dura prova la tenuta della sicurezza nell’intero hinterland a sud di Napoli è la deriva del tutto autonoma e incontrollabile di piccole bande di ragazzi che si muovono all’esterno delle dinamiche tradizionali, senza regole, senza gerarchie e soprattutto senza alcuna visione tattica.
Castellammare | Il far west al Cmi: due sparatorie in 24 ore
Due sparatorie nel giro di 24 ore e giovanissimi spregiudicati che circolano armati di pistola. Il piombo torna a insanguinare…
Cani sciolti, appunto: cresciuti all’ombra di un degrado sociale ed educativo mai davvero debellato, capaci di reperire armi da fuoco con una disarmante e inquietante facilità, questi giovanissimi sono pronti a scatenare veri e propri conflitti a fuoco in pieno giorno anche solo per motivi del tutto banali. Un’occhiata di troppo nei luoghi della movida, un debito legato al consumo di droga mai saldato, la spartizione dei proventi derivanti dai furti di scooter o la gestione gestita in totale proprio di micro-piazze di spaccio rionali diventano così l’innesco immediato per vendette incrociate e ritorsioni armate.
Castellammare. Genitori e prof "imbianchini" al rione Cmi
Una mattinata dedicata alla cura degli spazi condivisi, alla sostenibilità e, soprattutto, alla partecipazione civica. Giovedì 21 maggio, dalle ore…
Questa mappa della criminalità frantumata, fluida e del tutto imprevedibile trova un preciso e puntuale riscontro anche nelle più recenti e approfondite inchieste condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. I fascicoli aperti dalla Dda hanno infatti svelato, ad esempio, la natura delle attività condotte nell’area del rione Cmi da personaggi di rilievo come Francesco Paolo Savarese, genero del boss al regime di 41-bis Luigi D’Alessandro.
Castellammare | Il far west al Cmi: due sparatorie in 24 ore
Due sparatorie nel giro di 24 ore e giovanissimi spregiudicati che circolano armati di pistola. Il piombo torna a insanguinare…
Secondo quanto ricostruito dagli 007, le strategie criminali non puntavano a far emergere una struttura organizzativa visibile, rigida e palese sul territorio, bensì a gestire il racket delle estorsioni e gli affari illeciti senza dare vita a un gruppo stabile. È proprio in questa vasta e torbida zona d’ombra, lasciata libera dalla mancanza di un controllo egemonico e soffocante come quello del passato, che i nuovi giovanissimi hanno trovato il terreno fertile ideale per costruirsi il proprio e personale spazio di potere.
Senza dover rendere conto a padrini o vecchi ras, queste giovani leve tentano di imporre la propria presenza sul quartiere con l’uso sproporzionato della forza e l’ostentazione delle armi. Intanto, sul campo, la caccia ai responsabili dei due violenti episodi di sangue è entrata nel suo momento più caldo. Gli 007 del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Castellammare di Stabia e i Carabinieri della Compagnia cittadina, operando in stretta sinergia sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, stanno lavorando senza sosta per chiudere il cerchio ed evitare che questa pericolosa spirale di ritorsioni possa provocare conseguenze ancora più tragiche o mietere vittime innocenti.
Gli investigatori hanno già provveduto ad acquisire e passare al setaccio le immagini registrate dai numerosi impianti di videosorveglianza della zona, analizzando sia le telecamere pubbliche che i dispositivi privati posizionati lungo via Napoli e nei principali punti d’accesso e di fuga del rione Cmi.