Torre Annunziata: Valentino Gionta arrestato nel vano segreto in casa
Si nascondeva dietro una botola, all’interno di un vano segreto ricavato nella propria abitazione a Torre Annunziata. Finisce così la latitanza di Valentino Gionta.
L’uomo è stato individuato e arrestato dalla Polizia dopo essersi sottratto all’esecuzione dell’ordinanza cautelare. Il provvedimento era stato emesso nell’ambito dell’inchiesta sulla violenta contrapposizione tra il clan Gionta e il cosiddetto IV Sistema. Quest’ultimo è attivo nel rione Penniniello.
Il nascondiglio era stato realizzato all’interno della casa e non era immediatamente accessibile. L’ingresso era protetto da una botola occultata, collegata a un sofisticato sistema di apertura azionabile attraverso un telecomando. È lì che gli investigatori hanno trovato Gionta, al termine delle ricerche scattate dopo la sua fuga.
Torre Annunziata, il blitz della Polizia
L’operazione è stata condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Napoli e del Commissariato di Polizia di Torre Annunziata. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli e dalla Direzione Distrettuale Antimafia.
Il provvedimento dal quale Gionta era riuscito inizialmente a sfuggire si inserisce nell’indagine sulla contrapposizione criminale. Secondo gli inquirenti, da una parte c’è il clan Gionta e dall’altra il cosiddetto IV Sistema. Il gruppo è attivo soprattutto nell’area del Penniniello.
La tensione era finita al centro dell’attività investigativa della Dda e delle forze dell’ordine. L’inchiesta aveva poi portato all’emissione dell’ordinanza cautelare. Gionta, però, al momento dell’esecuzione non era stato trovato e da allora erano proseguite le ricerche.
Il vano segreto dietro la botola
La svolta è arrivata con l’individuazione dell’abitazione e, soprattutto, del vano nascosto al suo interno. La struttura era concepita per restare invisibile a un controllo superficiale. Era chiusa da una botola e governata da un meccanismo azionabile a distanza.
Gli agenti sono riusciti a scoprire il sistema e a raggiungere il nascondiglio, ponendo fine alla fuga. Per Valentino Gionta si chiude così la latitanza cominciata con il mancato arresto nell’inchiesta sulla guerra tra i due gruppi. Questa volta il rifugio era a pochi passi dalla vita quotidiana, nascosto dietro una botola e protetto da un telecomando.

