Una vita per la boxe, Lucio Zurlo nella Hall of Fame
TORRE ANNUNZIATA
25 ottobre 2026
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Una vita per la boxe, Lucio Zurlo nella Hall of Fame

Il maestro torrese ha ricevuto il riconoscimento a Forlì «Le medaglie più belle sono di quei ragazzi che ora sono padri»
metropolisweb

Il Salone delle Feste del Grand Hotel di Forlì ha fatto da cornice a una serata destinata a rimanere scolpita nella storia della boxe italiana. In un’atmosfera carica di emozione e rispetto, il maestro Lucio Zurlo è entrato ufficialmente nella Hall of Fame del Pugilato. Si tratta di un riconoscimento prestigioso che consacra oltre mezzo secolo di dedizione assoluta, durante il quale Zurlo si è distinto non soltanto come eccellente Maestro di Pugilato, ma anche – e soprattutto – come educatore e guida fondamentale per generazioni di giovani.

Fondatore della Boxe Vesuviana

Fondatore e anima della storica Boxe Vesuviana, palestra creata e portata avanti fin dai primi anni tra mille sacrifici, il Maestro ha saputo trasformare una struttura sportiva in un vero e proprio presidio sociale e umano. Sotto la sua guida attenta e carismatica si sono formati grandissimi talenti del pugilato tricolore, tra cui spicca la campionessa Irma Testa, prima donna italiana a conquistare una medaglia olimpica sul ring. Sul palco, al momento della consegna del premio, il Maestro Zurlo ha pronunciato parole che sintetizzano perfettamente la sua filosofia di vita e di sport: «Mi ritengo un fortunato che ha potuto guidare, nel proprio percorso sportivo, atleti che hanno partecipato e vinto Olimpiadi, Campionati del Mondo, d’Europa e d’Italia. Non ne cito nessuno per paura di dimenticare qualcuno, perché dal 1960 a oggi ne sono passati veramente tanti. Dico sempre, invece, che le medaglie più belle e significative sono quelle di quei ragazzi che, frequentando la palestra e avendomi avuto come guida, sono diventati ottime persone e buoni padri di famiglia, e che quando mi incontrano ancora mi abbracciano e mi ringraziano per gli anni trascorsi alla Boxe Vesuviana». Un messaggio potente che ribadisce come il valore del ring vada ben oltre il verdetto dei giudici, misurandosi sulla capacità di forgiare uomini e donne di valore.

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Gli altri premi della serata

La serata ha vissuto un altro momento di profonda commozione con la consegna del premio alla memoria del compianto giornalista Franco Esposito. A ritirare il riconoscimento è stato il Vicepresidente della Federazione Pugilistica Italiana (FPI), Rosario Africano, il quale ha espresso la sua gratitudine agli organizzatori e ha condiviso un ricordo personale e toccante: «Se sono diventato un dirigente sportivo lo devo anche io al Maestro Lucio, che è stato per me una guida e un punto di riferimento, spronandomi sempre a non mollare anche nelle difficoltà… proprio come ha sempre fatto con i propri atleti». A completare la prestigiosa lista dei premiati di questa edizione è stato Paolo Vidoz, il “gigante di Gorizia”. Protagonista indimenticabile dei pesi massimi, medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici di Sydney 2000 e campione europeo in una notte epica, Vidoz ha ricevuto l’abbraccio del pubblico e degli addetti ai lavori. L’evento ha confermato ancora una volta la città di Forlì come un punto di riferimento imprescindibile per la cultura e la memoria pugilistica nazionale. Nelle edizioni precedenti, la Hall of Fame ha accolto leggende immortali come Nino Benvenuti, Patrizio Oliva, Primo Carnera, Sandro Mazzinghi e Roberto Cammarelle.