Truffa sul Superbonus, sequestri per 38,2 milioni
C’è un tecnico di Pimonte tra i principali indagati dell’inchiesta sulla truffa Superbonus aperta a Castelvolturno dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Si tratta di I.L., 50enne residente nel piccolo centro dei Monti Lattari. Al professionista vengono contestati i reati di truffa aggravata, concorso nelle false attestazioni e autoriciclaggio.
Nella stessa inchiesta è coinvolto anche R. P., 53 anni, ex assessore comunale di Aversa, accusato invece di truffa aggravata e falsità ideologica, in concorso con altri. E tra gli 11 indagati figura anche il nome di un altro tecnico di Pimonte: si tratta del 76enne F.D.. Le accuse sono ovviamente tutte da dimostrare e, fino alla conclusione del processo, vale la presunzione d’innocenza per tutti gli indagati.
Secondo gli inquirenti ad avere un ruolo centrale nell’inchiesta sui presunti illeciti legati al Superbonus 110% nel Villaggio Coppola di Castelvolturno sarebbero proprio Imparato e Pizzi. Il gip Maria Pasqualina Gaudiano ha disposto un sequestro preventivo per complessivi 38,2 milioni di euro nei confronti di due società: Edil Tekno Consulting Group Spa, amministrata proprio da I.L., e Costruttori Normanni Scarl, nel cui consiglio di amministrazione figura R.P..
Secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere, coordinata dal procuratore Pierpaolo Bruni, attraverso documentazione edilizia ritenuta non veritiera sarebbero stati ottenuti crediti fiscali per lavori su immobili privi dei requisiti necessari. Le agevolazioni sarebbero poi state trasformate in denaro mediante successive cessioni. Le indagini, condotte dalla guardia di finanza di Mondragone, riguardano operazioni tra il 2021 e il 2024.
Tra gli edifici oggetto dei lavori figura “Palazzo Marina”, un “ecomostro” di otto piani e 104 appartamenti affacciato sul lungomare, simbolo dell’abusivismo edilizio sul litorale di Castel Volturno – anni fa erano state abbattute le note Torri di Villaggio Coppola – che la Procura aveva già fatto sequestrare nell’aprile 2025 ipotizzando una lottizzazione abusiva, a carico dei Moccia che figurano nell’elenco degli indagati, iniziata decenni fa e proseguita fino ad oggi anche grazie ai lavori del superbonus; un anno e mezzo fa già dunque si ipotizzava la truffa, su cui si sono poi concentrati gli approfondimenti investigativi della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, che hanno scoperto che l’operazione illecita avrebbe coinvolto anche altri palazzi di Villaggio Coppola.
La truffa sarebbe stata consumata, secondo gli inquirenti, falsificando le licenze edilizie fornite all’amministrazione finanziaria per accedere ai benefici del superbonus; gli indagati avrebbero presentato copie di licenze risalenti al 1964, ma gli originali delle licenze non sono stati trovati al Comune di Castel Volturno. Inoltre dalle immagini aeree risalenti agli anni ‘60, è emerso che i palazzi non erano stati ancora completati nel 1967, data “spartiacque” per la legge del 2020 che ha introdotto il superbonus, e che impedisce agli edifici totalmente abusivi realizzati appunto dopo il 1967 di accedere ai benefici del 110%.

