Addio al professor Antonio De Simone: l’archeologia piange un custode dei segreti del Vesuvio
IL LUTTO
29 Ottobre 2026
IL LUTTO

Addio al professor Antonio De Simone: l’archeologia piange un custode dei segreti del Vesuvio

Si è spento a 78 anni l'illustri studioso e docente. Il commosso ricordo del direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel.
Marco Cirillo

Il mondo dell’archeologia e della cultura piange la scomparsa del professor Antonio De Simone, figura di riferimento internazionale e studioso appassionato del territorio vesuviano. Classe 1948 e formatosi alla scuola di Alfonso De Franciscis, De Simone «ha dedicato la propria vita alla ricerca, alla conoscenza e alla tutela del patrimonio culturale, contribuendo a restituire voce e significato a pagine importanti della storia antica», come ricorda il Parco Archeologico di Pompei in una nota social. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile tra colleghi, allievi e quanti ne hanno condiviso il percorso umano e professionale.

Una vita tra Pompei ed Ercolano
Il nome del professore è indissolubilmente legato agli scavi di Pompei e al patrimonio archeologico dell’area vesuviana, eletta a campo privilegiato di indagine scientifica. Tra i suoi contributi più rilevanti figurano, come ricorda il Parco, «le indagini sulle Terme Suburbane, le ricerche nell’area di Moregine e gli studi sulle insulae di via di Nocera». Un impegno vasto che si è esteso a Ercolano, alla Villa dei Papiri e alla Villa Augustea di Somma Vesuviana, arricchendo la comprensione delle trasformazioni del paesaggio antico. Negli ultimi anni aveva coordinato le rilevazioni sullo «stato di salute dell’intera città di Pompei» per la tutela futura.

Il ricordo di Zuchtriegel
La dedizione sul campo dello studioso è stata rievocata dal direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, attraverso un toccante ricordo: «Un archeologo sul campo fino alla fine letteralmente – spiega il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel – ancora pochi mesi fa camminava tra le case di Pompei, per intere giornate, nell’ambito di un grande progetto di monitoraggio periodico dello stato della conservazione, insieme a un team di giovani professionisti. Aveva un’energia incredibile, sembrava più ragazzo di tutti, instancabile e attento a ogni singolo ambiente dei 13mila da schedare, spinto da una inesauribile curiosità e passione per l’archeologia. La sua scomparsa improvvisa è molto triste per tutti noi e i nostri pensieri vanno alla famiglia».

L’eredità scientifica e umana
Oltre al rigore accademico, di De Simone il Parco ricorda la straordinaria «generosità nel trasmettere conoscenze, nel condividere esperienze, nell’accompagnare chi muoveva i primi passi nella professione». Molti dei suoi studenti, oggi funzionari del Ministero della Cultura, portano avanti la sua lezione etica e scientifica. Pompei e il vesuviano custodiscono per sempre l’impronta indelebile del suo magistero.