Le proteste negli atenei campani: L’Orientale e la Federico II sotto i riflettori
CARO VITA
29 ottobre 2026
CARO VITA

Le proteste negli atenei campani: L’Orientale e la Federico II sotto i riflettori

La Campania si conferma uno dei cuori pulsanti della grande ondata di proteste studentesche che, in queste ore, sta attraversando l’intero Paese.
Maria Durato Avino

Sull’onda del malcontento generale contro il carovita, i tagli all’istruzione pubblica e la grave crisi degli alloggi per fuorisede, le università e le scuole della regione sono scese in prima linea, culminando nelle occupazioni delle sedi universitarie napoletane e nelle mobilitazioni in vista dei cortei e dello sciopero generale.

Il fermento accademico in Campania ha trovato la sua massima espressione a Napoli, dove gli studenti hanno preso il controllo di alcune sedi strategiche per denunciare le criticità del sistema universitario.

Nei giorni scorsi, un gruppo di studenti insieme al Collettivo Demand ha occupato lo storico palazzo universitario. L’azione è nata per denunciare apertamente il carovita, il progressivo smantellamento dell’università pubblica e, in primo piano, la drammatica emergenza abitativa che rende proibitivo il percorso di studi per i giovani fuorisede.

Anche la sede di via Porta di Massa è stata teatro di un’occupazione, promossa dal Collettivo Autorganizzato Universitario Napoli (Cau) e da Ecologia Politica Napoli (Ecopol), unendosi al coro di protesta che da nord a sud sta infiammando gli atenei italiani.

La mobilitazione non si è limitata alle aule universitarie. Nei giorni scorsi, Napoli è stata tra le città capofila — insieme a Torino, Padova, Bologna, Parma e Firenze — di una serie di intensi flash mob intitolati “Contro la crisi abitativa: dalle università alle piazze, mettiamo le tende”. Un’azione simbolica ma di forte impatto visivo ed emotivo per accendere i riflettori sui costi insostenibili degli affitti e sulla cronica carenza di posti letto nelle residenze universitarie pubbliche.

Le occupazioni e le assemblee studentesche in Campania si inseriscono in un quadro di mobilitazione nazionale che oggi vede studenti e lavoratori marciare fianco a fianco. Le proteste locali confluiscono infatti nei cortei studenteschi e nello sciopero generale dell’Usb, unendo la voce delle aule a quella del mondo del lavoro per chiedere un cambio di rotta deciso sulle politiche sociali, sul diritto allo studio e sul sostegno alle famiglie contro l’inflazione e il caro vita.