Ospedale Monaldi, bufera sul nuovo reparto Trapianti: l’attacco di Federconsumatori
SALUTE E TUTELE
29 ottobre 2026
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Ospedale Monaldi, bufera sul nuovo reparto Trapianti: l’attacco di Federconsumatori

«Come è possibile che solo in Campania si possa prefigurare il mancato rispetto di una norma statale imperativa come l'articolo 16 della legge 91 del 1999? Quella norma consente l'attività trapiantologica esclusivamente in strutture individuate, autorizzate e accreditate al Servizio sanitario nazionale»
Ilaria Di Paola

L’ospedale Monaldi di Napoli è di nuovo al centro della bufera. L’inaugurazione del reparto di Trapianti di Cuore, avvenuta il 14 ottobre, ha scatenato uno scontro aperto. Federconsumatori Campania attacca e solleva pesanti accuse sulla riapertura della struttura, chiedendo trasparenza immediata alle istituzioni. Al centro del contendere c’è l’assenza dei permessi di legge stabiliti dall’articolo 16 della Legge 91/1999: senza autorizzazione formale e accreditamento, contesta l’associazione, l’attività sanitaria non può partire.

«Si chiarisca se autorizzazione ed accreditamento siano stati finalmente conseguiti. Non vorremmo che in Campania si affermassero prassi di accondiscendenza verso le carenze autorizzative, costituendo un unicum nazionale», dichiara il presidente della Federconsumatori Campania Giovanni Berritto. «La continuità assistenziale non può prescindere dalla sicurezza delle cure, e invocarla in modo generico per derogare alla legalità significa intaccare la fiducia che i cittadini ripongono nel servizio sanitario pubblico».

Inoltre, il Monaldi non raggiunge la soglia minima di 25 trapianti all’anno prevista dall’Accordo Stato-Regioni del 2002. Resta quindi lontano dalla media nazionale e dalla quota ottimale di 50 interventi. Mancano anche i dati pubblici sui risultati clinici e sulla sopravvivenza dei pazienti a un anno.

Polemiche anche sui rinnovi delle autorizzazioni nel 2024, compreso quello per la cardiochirurgia pediatrica, poi sospesa. Federconsumatori contesta la scelta dei tecnici di ignorare i richiami di cautela del Centro Nazionale Trapianti.

«Tecnici e professionisti che, discostandosi dalle indicazioni prudenti del Centro nazionale trapianti, hanno avallato il rinnovo immediato, compreso quello per l’attività pediatrica poi sospesa, si trovano in una grave condizione di conflitto di interessi», ammonisce Berritto. «Riteniamo del tutto inopportuno che partecipino alle prossime fasi istruttorie e decisionali».

I dubbi si sommano alle recenti vicende giudiziarie, come la morte del piccolo Domenico Caliendo dopo un trapianto cardiaco.

Federconsumatori chiede di abbandonare le convenzioni esterne e lanciare subito concorsi pubblici per coprire i posti in cardiochirurgia pediatrica. Serve inoltre fare luce sui fondi regionali usati finora.

«Alle istituzioni competenti chiediamo il rispetto più rigoroso delle norme vigenti e risposte urgenti su come sono stati impiegati i finanziamenti regionali e su come vengono monitorati i volumi di attività», conclude Berritto. «Chiediamo inoltre l’apertura di un tavolo permanente di trasparenza con i cittadini».