Sciopero generale, docenti e ricercatori dell’Università di Salerno aderiscono alla protesta
LAVORO
29 ottobre 2026
LAVORO

Sciopero generale, docenti e ricercatori dell’Università di Salerno aderiscono alla protesta

Una parte del personale dell'ateneo aderirà alla mobilitazione contro il carovita, il definanziamento dell'università e le politiche di riarmo. A Salerno il corteo partirà alle 9 dalla stazione ferroviaria.
Marialaura Galantuomo

Anche una parte dei docenti e dei ricercatori dell’Università degli Studi di Salerno aderirà allo sciopero generale di venerdì 30 ottobre. La mobilitazione punta i riflettori sul caro vita, sul riarmo e sulle risorse destinate ai servizi pubblici, con una manifestazione in programma a Salerno. Il corteo partirà alle ore 9:00 dal piazzale della stazione ferroviaria.

La protesta si svolgerà nella stessa giornata dello sciopero internazionale dei lavoratori portuali, promosso contro l’economia di guerra e le politiche di riarmo. Un’iniziativa alla quale si affiancano le rivendicazioni del mondo dell’istruzione e della ricerca.

Per il personale universitario, tra i problemi principali ci sono i finanziamenti insufficienti agli atenei, la precarietà che riguarda molti ricercatori e le difficoltà nell’assicurare il diritto allo studio. Nel comunicato diffuso dai promotori viene sollevata anche la questione del rapporto tra ricerca civile e militare, con la richiesta di garantire maggiore autonomia all’attività scientifica pubblica.

La mobilitazione si inserisce in una protesta più ampia, che mette insieme le rivendicazioni dei lavoratori contro l’aumento del costo della vita e quelle di chi contesta la crescita delle spese militari. «I portuali non lavorano per la guerra» è lo slogan scelto per lo sciopero internazionale che coinvolge oltre cento scali.

L’appello dei docenti e dei ricercatori è rivolto anche a lavoratori e studenti, con l’obiettivo di unire le diverse iniziative di protesta. Tra le richieste figurano la difesa della sanità, della scuola e delle università pubbliche, migliori condizioni di lavoro e maggiori garanzie per una ricerca libera e orientata ai bisogni della collettività.