Scontri dopo Puteolana-Portici: tifoso in coma
SCONTRI
29 ottobre 2026
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Scontri dopo Puteolana-Portici: tifoso in coma

Gli scontri sono degenerati in una gravissima aggressione costata il ricovero d'urgenza al 34enne Mario Spedaliere, tifoso del Portici attualmente lottando tra la vita e la morte.
Maria Durato Avino

Il giudice per le indagini preliminari di Napoli, Ambra Cerabona, il GIP ha convalidato soltanto due arresti: per un  19enne reo confesso, il giudice ha disposto per lui gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Il giovane ha ammesso di aver colpito la vittima alla testa con una mazza di legno e ha permesso agli inquirenti di recuperare l’arma, nascosta e successivamente sequestrata dai Carabinieri. Oltre alla rissa aggravata, risponde dell’accusa di lesioni gravissime. La misura meno afflittiva del carcere è stata disposta anche a causa di una patologia di cui soffre il giovane, ritenuta al momento incompatibile con la detenzione carceraria.

Mentre, per  il secondo 19enne il gip ha disposto la misura cautelare in carcere, in quanto è stato ritenuto coinvolto negli scontri.

Il GIP ha invece respinto la convalida per gli altri tre maggiorenni. Tra questi figura un 38enne di Portici – amico della vittima, difeso dall’avvocato Emilio Coppola e gravato da precedenti specifici – per il quale le indagini non hanno evidenziato una presenza certa sulla scena della rissa.

Per gli altri due indagati, il giudice ha rilevato analoghe carenze riguardo alla certezza dell’identificazione e della partecipazione attiva agli scontri.

Restano purtroppo gravissime le condizioni di Mario Spedaliere, il 34enne tifoso del Portici colpito mortalmente alla testa durante i disordini.

Ricoverato presso l’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, Spedaliere è stato sottoposto a un delicato intervento neurochirurgo d’urgenza. Attualmente si trova in sedazione profonda, costantemente monitorato dai sanitari che mantengono la prognosi riservata.

Le autorità fanno sapere che le indagini proseguono senza sosta per identificare eventuali ulteriori partecipanti e delineare ogni singola responsabilità in una pagina di violenza che ha scosso profondamente il mondo dello sport campano.