Carte d’identità manomesse e truffe agli anziani: 49enne di Volla nei guai
LE INDAGINI
2 novembre 2026
LE INDAGINI

Carte d’identità manomesse e truffe agli anziani: 49enne di Volla nei guai

Continua a diffondersi il fenomeno delle carte d’identità elettroniche con il microchip danneggiato. I malviventi sfruttano la paura del furto dei dati personali per fingersi carabinieri e chiedere denaro alle vittime.
Andrea Ripa

Non si ferma il fenomeno delle carte d’identità elettroniche manomesse, con il microchip rimosso attraverso un taglio praticato sulla tessera. Gli episodi continuano a registrarsi in diverse zone d’Italia e anche nel Napoletano, dove negli ultimi giorni sono emersi nuovi casi. Ma accanto alla manomissione delle Cie si sta facendo strada un ulteriore stratagemma criminale: la truffa dell’identità rubata, costruita proprio sfruttando la preoccupazione che si è diffusa attorno alla sottrazione dei dati personali contenuti nei documenti.

Nella caserma dei Carabinieri San Giuseppe si sono presentate, in tre distinte occasioni, altrettante persone che, al momento dell’identificazione, hanno esibito carte d’identità elettroniche con il microchip manomesso. In tutti e tre i casi i militari hanno riscontrato sulla tessera il taglio ormai diventato il segno distintivo di questo sistema. Uno degli episodi è emerso durante le procedure di controllo di una persona sottoposta alla misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: al momento della firma, sulla scrivania del maresciallo è comparsa la Cie danneggiata. L’ultimo caso risale a questa notte. I Carabinieri del Nucleo radiomobile hanno denunciato un 49enne di Volla, fermato in via Orazio Coclite, nel rione Traiano, a Napoli.

Durante il controllo l’uomo ha consegnato ai militari una carta d’identità elettronica che presentava il caratteristico taglio praticato in corrispondenza del microchip. Una manomissione che ha fatto scattare gli accertamenti e la denuncia.Ma è soprattutto la paura del furto d’identità a essere diventata terreno fertile per nuovi raggiri. I truffatori sfruttano le notizie circolate sulle Cie manomesse e si presentano alle vittime, spesso persone anziane, fingendosi appartenenti alle forze dell’ordine. Il copione è studiato per creare allarme: il falso carabiniere racconta che qualcuno avrebbe rubato negli uffici comunali diverse carte d’identità e che i dati contenuti nei documenti sarebbero stati utilizzati per commettere reati.

A quel punto la vittima, ormai spaventata e convinta di essere coinvolta in una vicenda giudiziaria, viene indotta a credere di dover dimostrare la propria estraneità ai fatti. Ed è qui che scatta la richiesta di denaro, presentata come una sorta di pagamento necessario per risolvere la situazione o tutelarsi dalle conseguenze. Un raggiro che fa leva sulla fiducia nelle istituzioni e sulla paura di finire nei guai. Nei giorni scorsi i Carabinieri di Forio d’Ischia hanno arrestato un 19enne di Secondigliano, accusato di aver truffato un’anziana residente sull’isola. Un episodio che conferma come il tema delle carte d’identità elettroniche manomesse venga ormai utilizzato anche per costruire nuove storie e ingannare le persone più vulnerabili.