Tangentopoli, domiciliari a Sorrento per l’ex sindaco Massimo Coppola
Dopo quasi un anno e mezzo, l’ex sindaco di Sorrento Massimo Coppola ottiene il ritorno a casa. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha infatti accolto integralmente l’appello presentato dai suoi difensori di fiducia, gli avvocati Giovanbattista Pane e Bruno Larosa, disponendo la misura degli arresti domiciliari direttamente presso la propria abitazione sorrentina. Si chiude così una complessa e travagliata fase cautelare che aveva visto l’ex primo cittadino finire in carcere nel maggio del 2025 per poi passare ai domiciliari, ma con l’obbligo di dimora al di fuori dei confini della Regione Campania. La svolta dei giudici partenopei arriva in un momento cruciale dell’iter giudiziario: a luglio 2026, infatti, il Tribunale di Torre Annunziata aveva respinto l’istanza di patteggiamento a 5 anni di reclusione avanzata da Massimo Coppola e dal suo collaboratore Raffaele Guida. La pena concordata di 5 anni non era stata considerata dal collegio una sanzione adeguata alla gravità e alla mole dei reati contestati.
L’arresto a maggio 2025
La vicenda penale che vede coinvolto l’ex primo cittadino affonda le sue radici nella vasta indagine coordinata dalla procura di Torre Annunziata e dalla guardia di finanza di Torre Annunziata e Massa Lubrense, relative alle accuse di mazzette e appalti pilotati. Il primo scossone risale al maggio del 2025, quando l’allora fascia tricolore finì in manette con l’accusa di aver percepito una mazzetta relativa al servizio di refezione scolastica, una tangente che sarebbe stata versata durante una cena in un ristorante sorrentino. Ma l’inchiesta non si è fermata lì: a luglio del 2025 la Procura ha infatti sferrato la seconda ondata dell’operazione, portando alla luce un sistema di appalti pilotati che coinvolgerebbe politici, imprenditori, funzionari, professionisti e fiduciari locali.
La nuova svolta d’inchiesta in primavera
Un quadro investigativo che ha registrato un ulteriore capitolo nella primavera 2026, con un’ulteriore fase dell’inchiesta che ha svelato un presunto mercato delle assunzioni comunali. Secondo le accuse, sarebbero state pagate tangenti comprese tra 15.000 e 20.000 euro per ottenere in anticipo i testi d’esame con le relative risposte prima dello svolgimento delle prove concorsuali. Per l’ex primo cittadino sorrentino la decisione dei magistrati del Riesame rappresenta un nuovo tassello nell’ambito dell’articolata battaglia legale portata avanti dal collegio difensivo. Con la nuova disposizione che gli consente di fare ritorno a Sorrento dopo essere rimasto per lungo tempo lontano dal suo luogo di origine, Coppola potrà attendere nella sua città i successivi passaggi dell’iter processuale legato ai tre distinti filoni d’indagine, in attesa che i giudici entrino nel merito delle responsabilità relative a un’intricata vicenda amministrativa che ha profondamente segnato l’assetto politico e sociale dell’intera penisola sorrentina.

