Torre del Greco, i semafori della discordia «accendono» anche FdI: «Scelta miope e pericolosa»
Torre del Greco. Un vero e proprio cortocircuito della viabilità capace di mettere in ginocchio la città, tra strade paralizzate e automobilisti bloccati in interminabili file. La mappa dei semafori della discordia continua a infiammare il dibattito politico all’ombra del Vesuvio, sollevando una barricata trasversale contro il «ritorno» degli impianti luminosi in tre incroci-chiave della circolazione a Torre del Greco.
L’ultimo affondo porta la firma del coordinamento locale di Fratelli d’Italia, con una nota firmata dal segretario cittadino Luigi Scarfogliero. Nel mirino del partito del premier Giorgia Meloni finiscono senza appello il comandante della polizia municipale Gennaro Russo e l’assessore alla viabilità Virginia Palomba, registi di «un’azione amministrativa miope e priva di qualsiasi visione d’insieme».
Per Fratelli d’Italia, l’installazione dei nuovi impianti semaforici non rappresenta una risposta concreta alle istanze di sicurezza dei cittadini, anzi si traduce in un «pericoloso boomerang capace di aumentare le code, moltiplicare le soste e aggravare ulteriormente la congestione stradale».
Il primo partito del centrodestra boccia con forza la scelta di calare dall’alto interventi frammentari, privi di una pianificazione organica dell’intera mobilità e non preceduti da adeguate analisi dei flussi di traffico. Il risultato? Arterie già pesantemente sotto pressione trasformate in un inferno di continui stop-and-go, con pesanti ripercussioni negative «non soltanto sugli automobilisti, ma anche sul trasporto pubblico, sui mezzi di soccorso e sulle attività commerciali».
Il coordinamento cittadino alza il livello dello scontro, pretendendo chiarezza assoluta dai vertici di palazzo Baronale: FdI chiede esplicitamente di conoscere «quali studi abbiano preceduto l’installazione dei nuovi impianti e quali criteri siano stati adottati», esigendo la pubblicazione dei dati sui flussi veicolari e ribadendo con forza che «la sicurezza stradale non si garantisce moltiplicando indiscriminatamente i semafori».
Una presa di posizione netta, in scia ai recenti interventi istituzionali e politici già registrati in città. Nei giorni scorsi, l’ex sindaco Valerio Ciavolino aveva bollato i nuovi dispositivi come uno «spot politico riuscito male e un vero e proprio spreco di soldi pubblici», richiamando alla memoria il celebre piano traffico del professore Vincenzo Torrieri che sconsigliava categoricamente i semafori a causa della conformazione urbana.
Sulla stessa linea d’onda si è mosso il consigliere comunale d’opposizione Luigi Caldarola, autore di un’articolata interrogazione a risposta scritta indirizzata ai vertici del Comune per denunciare l’assenza di simulazioni di carico e il flop dei dispositivi accesi tra via Cavallo, via Veneto, via Enrico De Nicola e via Circumvallazione.
Una vera e propria levata di scudi contro le scelte dell’amministrazione comunale, chiamata a fornire risposte urgenti a una città ormai esasperata dal caos quotidiano.
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