Da Pompei ad Assisi, il volume di Attilio Pepe nella città di San Francesco
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4 novembre 2026
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Da Pompei ad Assisi, il volume di Attilio Pepe nella città di San Francesco

L'opera "Una vita da Santa" ad Assisi in occasione degli 800 anni dal Transito del Poverello. Un evento che unisce la carità pompeiana al messaggio universale di pace.
Vincenzo Lamberti

Un ponte ideale tra la spiritualità di Pompei e il messaggio universale di Assisi, nel segno della carità e degli ultimi. Il volume “Una vita da santa”, dedicato alla contessa Marianna de Fusco cofondatrice di Pompei, sbarca nella città del Poverello per una presentazione d’eccezione: l’appuntamento è fissato per venerdì 6 novembre, alle ore 16:30, presso la Sala delle Conferenze della Biblioteca comunale.

Pompei, Attilio Pepe dona il libro a Emanuele Filiberto per ricordare il legame storico con Casa Savoia

Pompei, Attilio Pepe dona il libro a Emanuele Filiberto per ricordare il legame storico con Casa Savoia

Una copia di “Una vita da santa” consegnata nelle mani del principe Emanuele Filiberto di Savoia per rinnovare un filo…

L’autore Attilio Pepe sottolinea il profondo valore di questo traguardo culturale e religioso, che si inserisce nelle celebrazioni per gli ottocento anni del Transito di San Francesco: «In questo momento storico in cui il mondo intero volge lo sguardo ad Assisi, custode di un messaggio universale di pace e fraternità, rappresenta per me un privilegio di assoluto rilievo poter recare il nome della Città di Pompei e portare la testimonianza e l’altissima eredità spirituale dei nostri Fondatori in un consesso così autorevole».

Pompei, la contessa de Fusco nel racconto di Attilio Pepe al Cardinale Semeraro

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Il tempo si ferma quando l’arte incontra la fede. Attilio Pepe racconta la sua emozione nell’incontrare il Cardinale Marcello Semeraro,…

Il legame con San Bartolo Longo
Il testo rievoca l’opera straordinaria nata dall’intuizione della contessa Marianna de Fusco condivisa con San Bartolo Longo: «Il Santuario e le opere di carità, edificati in feconda unità d’intenti con San Bartolo Longo, si ergono a testimonianza tangibile della sua peculiare statura umana e di un’incrollabile Fede». L’auspicio finale guarda alla contessa, «affinché la nostra “Madre degli ultimi” possa un giorno ricongiungersi, nella pienezza della gloria degli altari, al nostro amato San Bartolo».