La scuola militare Nunziatella alle celebrazioni in piazza del Plebiscito
Un plotone di Allievi della Scuola Militare Nunziatella ha rappresentato l’Esercito Italiano alla solenne cerimonia celebrativa del Giorno dell’Unità Nazionale…
Un concittadino di Somma Vesuviana deportato in un lager nazista dopo l’8 settembre 1943. A distanza di oltre ottant’anni, la sua storia è stata ricordata con il conferimento della Medaglia d’Onore alla memoria di Armando Lo Sapio, militare classe 1921, catturato dai tedeschi e costretto alla prigionia in Austria fino alla fine della Seconda guerra mondiale. La cerimonia si è svolta oggi in piazza del Plebiscito, a Napoli, nell’ambito delle celebrazioni del 4 Novembre. A consegnare il riconoscimento al figlio Luigi Lo Sapio è stato il prefetto di Napoli. A darne notizia è stata la sindaca di Somma Vesuviana, Silvia Svanera, che ha voluto ricordare la vicenda del proprio concittadino e il significato di una scelta compiuta da centinaia di migliaia di militari italiani.Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, Armando Lo Sapio fu catturato dai tedeschi e deportato in un campo di prigionia in Austria.
La scuola militare Nunziatella alle celebrazioni in piazza del Plebiscito
Un plotone di Allievi della Scuola Militare Nunziatella ha rappresentato l’Esercito Italiano alla solenne cerimonia celebrativa del Giorno dell’Unità Nazionale…
Come tanti altri soldati italiani, scelse di non combattere al fianco dei nazisti, pagando quella decisione con la deportazione e una lunga permanenza nei lager.Nel suo messaggio, la sindaca ha legato il ricordo di Armando Lo Sapio alla Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, che ricorre il 4 novembre nell’anniversario della fine della Prima guerra mondiale. Un’occasione per rendere omaggio anche ai quattro militari italiani morti pochi giorni fa in Bosnia: Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci.
«Alle loro famiglie l’abbraccio di Somma Vesuviana», ha scritto Svanera, sottolineando il valore della memoria e del sacrificio. Ricordare il concittadino deportato e i militari scomparsi, ha aggiunto, significa rendere onore alle loro storie e ribadire un messaggio di pace: «No a tutte le guerre».