Napoli in crisi profonda. Fragilità difensiva e spogliatoio spaccato
La pesante sconfitta con il Porto, per come è maturata per gli strascichi all’interno della squadra che sono emersi durante la gara e dopo la conclusione della partita, apre per il Napoli una crisi profonda dalla quale è difficile ipotizzare come la squadra di Allegri possa uscire. Ciò che maggiormente colpisce, a questo punto della stagione, non sono neppure gli aspetti tecnico-tattici negativi, che pure sono evidenti come la fragilità della difesa e la scarsa incisività dell’attacco, quanto piuttosto i rapporti tra i giocatori. Il gruppo non è unito, anzi appare spaccato e la mancanza di armonia negli spogliatoi si riflette inevitabilmente anche sui risultati.
Nervi tesi nello spogliatoio
Le dichiarazioni a fine partita di alcuni calciatori, Politano e McTominay su tutti, indicano in maniera chiara che nell’ambiente si è rotto qualcosa. Non c’è accordo, non c’è unanimità di pensiero, non c’è volontà comune di uscire al più presto dal pantano nel quale il Napoli si è cacciato. Il litigio in campo fra De Bruyne e Lucca è lo specchio fedele di una situazione, quella dell’elettricità nello spogliatoio, che evidentemente si trascina già da qualche tempo. Allegri, così come stanno le cose, sembra impotente nel trovare una soluzione. E la raffica di infortuni, che non contribuisce certo a migliorare la situazione, è un ulteriore fattore negativo che contribuisce a peggiorare le cose. D’altro canto, tenere contemporaneamente fuori squadra nove calciatori, tutti bloccati da infortuni di varia natura, è una situazione che inevitabilmente aumenta la fragilità della squadra. La crisi è dunque profonda e il calendario, peraltro, non aiuta. Fra soli tre giorni, infatti, gli azzurri dovranno affrontare al Maradona la Lazio, capolista del campionato.
Domenica c’è la Lazio
Il tempo per recuperare le energie psicofisiche, necessarie per affrontare l’ostacolo rappresentato dai biancocelesti di Gattuso, è poco e l’esiguità della rosa a disposizione dell’allenatore aggrava ancor di più la situazione. Nel frattempo in Champions, con la sconfitta subita in Portogallo, si fa sempre più difficile il cammino e il traguardo dei play-off si allontana sempre di più. Allegri alla vigilia della sfida con il Porto aveva precisato che la qualificazione il Napoli se la giocherà con le ultime tre sfide del girone, vale a dire con il Bruges e con il Viking al Maradona e con il Sabah fuori casa. Ma avere tre punti in classifica, dopo aver già disputato quattro partite, è un handicap che non sarà facile da recuperare. La posizione dell’allenatore, comunque, nonostante la crisi profonda nella quale si trova la squadra, è blindata. Il contratto che lega Allegri al Napoli è triennale e la cifra che la società ha in pratica già investito è molto sostanziosa. Difficilmente De Laurentiis rimuoverà l’allenatore livornese, perché se lo facesse dovrebbe affrontare un impegno economico notevole. Un licenziamento dell’allenatore è al momento impensabile, anche perché a gennaio, nel mercato invernale, il Napoli, se vorrà rinforzare la rosa, sarà inevitabilmente chiamato a prendere qualche iniziativa, diversamente da ciò che è stato fatto a inizio stagione.

