La riproduzione della Madonna di Pompei in 3D: il dono di due gemelli polacchi a Papa Leone XIV
L'OPERA ARTISTICA
6 novembre 2026
L'OPERA ARTISTICA

La riproduzione della Madonna di Pompei in 3D: il dono di due gemelli polacchi a Papa Leone XIV

Agata e Maciej Hrycyna, giovani artigiani devoti alla Beata Vergine del Rosario, ricevuti a Roma dopo la visita papale nella città mariana. La scultura tridimensionale creata per celebrare i 150 anni del Santuario.
Vincenzo Lamberti

Un ponte di fede lungo centinaia di chilometri, che parte dalle sponde del Mar Baltico, attraversa la valle del Sarno e approda direttamente nel cuore della Cristianità. Durante l’udienza generale di mercoledì 28 ottobre, Agata e Maciej Hrycyna, due gemelli provenienti da Stegna, un villaggio della Polonia, hanno donato a Papa Leone XIV una statua della Madonna di Pompei realizzata in 3D. Un gesto semplice ma carico di significato spirituale e artigianale, che sintetizza una profonda devozione familiare e l’uso innovativo delle moderne tecnologie al servizio della preghiera. Il loro lavoro consiste proprio nella realizzazione di questo genere di statue e molti dei soggetti scelti hanno carattere devozionale. L’idea di realizzare una riproduzione del Quadro della Madonna del Rosario è nata per celebrare il 150° anniversario della posa della prima pietra del Santuario e per testimoniare la devozione familiare alla Beata Vergine di Pompei.

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Un ponte ideale tra Assisi e Pompei che unisce spiritualità francescana, letteratura e musica, accendendo i riflettori sulle fragilità giovanili.…

L’incrocio di sguardi a Pompei e il viaggio a Roma
La genesi di questo incontro speciale affonda le radici nella storica giornata dell’8 maggio scorso. L’8 maggio scorso i due fratelli, insieme alla loro nonna, erano a Pompei per accogliere, accanto a decine di migliaia di pellegrini, Papa Leone. Quando, in Piazza Bartolo Longo, il Santo Padre è passato tra la folla e si è fermato brevemente dinanzi a loro, Agata gli ha mostrato la statua. «Il Papa – racconta – l’ha notata, ha sorriso e ha benedetto la nostra statua. Per noi è stata un’esperienza incredibile». Quella statua è stata riportata in Polonia ma, tornati a casa, Agata e Maciej hanno scritto alla Santa Sede, raccontando la loro esperienza a Pompei e allegando la foto dell’opera tridimensionale. Hanno chiesto inoltre se fosse possibile presentare personalmente al Papa il dono che avevano preparato per lui. Dalla Santa Sede è giunta una risposta positiva e, tre settimane dopo, i due fratelli hanno raggiunto Roma con una statua realizzata appositamente per Leone XIV. E così è avvenuto l’incontro, reso possibile dalla Prefettura della Casa Pontificia.

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Un'emozione profonda, intrisa di fede, orgoglio territoriale e senso di appartenenza. È stata una giornata memorabile per il Sorrento Calcio…

 

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Un lungo silenzio davanti al Mediterraneo, la papalina portata via dal vento, un omaggio alle tombe senza nome dei migranti…

La forza della preghiera e l’eredità di San Bartolo Longo
Un momento vissuto con profonda commozione dai due giovani polacchi, per i quali l’arte della modellazione 3D rappresenta uno strumento al servizio della spiritualità quotidiana. Per Agata, che recita ogni giorno il Rosario, il momento più bello è stato quando Papa Leone ha benedetto la corona con la quale prega. «Lo recito ogni giorno – spiega – quando sono felice, triste o stanca. È lì che affido le mie preoccupazioni e le mie gioie. La preghiera mi dona pace e mi dà immensa forza». «Ho avuto l’opportunità di stringergli la mano – aggiunge Maciej – ho spiegato al Papa che la statua della Madonna di Pompei era stata realizzata con la stampa 3D. Il Papa l’ha accettata con un grande sorriso ed era evidente che il dono gli fosse davvero gradito». «La nostra famiglia è profondamente legata alla Novena d’impetrazione, composta da San Bartolo», conclude Agata aggiungendo che i due fratelli desiderano che il loro lavoro aiuti gli altri a pregare: «Ci dà grande gioia creare statuette così belle che possono aiutarci a vivere la preghiera quotidiana più profondamente».