Castellammare. Democratici e Progressisti: «Flop sul nuovo ospedale»
Un atto di accusa aperto sulla gestione della Sanità pubblica e sul futuro delle strutture sanitarie stabiesi. A sollevare il caso è il movimento cittadino Democratici e Progressisti, guidato dall’ex sindaco Salvatore Vozza e dall’ex consigliere comunale Maurizio Apuzzo, che lancia l’allarme sul declino dell’offerta assistenziale e sul cantiere del nuovo ospedale nell’area ex Terme.
Le accuse al Governo
La denuncia mette a nudo la distanza tra la propaganda politica e le reali condizioni in cui versa l’assistenza sul territorio. Se da un lato l’amministrazione regionale solleva obiezioni sulle risorse stanziate dal Governo centrale, dall’altro emerge la necessità di dimostrare efficienza nella gestione dei fondi a disposizione.
La colpe delle Regioni
«Le Regioni stanno giustamente sollevando forti critiche nei confronti della manovra del Governo, che non mette a disposizione risorse sufficienti», spiegano dal movimento, sottolineando tuttavia che «questa battaglia non può esaurirsi nella denuncia delle responsabilità del Governo nazionale. Chi amministra le Regioni ha anche il dovere di dimostrare di saper utilizzare al meglio le risorse disponibili».
Il caso Castellammare
Al centro del dibattito c’è il destino del nuovo presidio sanitario al Solaro. L’acquisizione delle aree delle ex Terme doveva rappresentare la svolta per la sanità locale. Tuttavia, le attese sono state disattese. «A distanza di tre anni, rispetto alle previsioni che avrebbero dovuto portarci ormai alla vigilia dell’inaugurazione del nuovo ospedale, abbiamo assistito soprattutto allo svuotamento degli edifici, alla rimozione di arredi e apparecchiature rimasti per oltre dieci anni esposti al degrado», incalza la nota.
L’ostacolo dei vincoli
I dubbi riguardano le prescrizioni della Soprintendenza sul recupero delle Nuove Terme e i costi correlati, che rischiano di incidere sul budget di 180 milioni. Preoccupa, in particolare, l’ipotesi di un ridimensionamento dei posti letto e dei servizi.
Il taglio dei posti letto
«Il nuovo ospedale sembra perdere le caratteristiche di DEA di secondo livello e avviarsi verso un ridimensionamento. Se abbiamo compreso bene, con il nuovo ospedale da 320 posti letto si sarebbe quasi raddoppiata l’attuale capacità del San Leonardo; con la situazione che si prospetta, invece, se ne prevedono poco più di 200». Con il rischio di perdere funzioni strategiche come la neurochirurgia e la riabilitazione.
Il depotenziamento del San Leonardo
Mentre si discute del domani, il presente del presidio San Leonardo appare incerto, provato dal continuo depotenziamento di reparti e personale. Anche sul fronte delle recenti inaugurazioni di strutture territoriali, come gli Ospedali di Comunità finanziati dal PNRR, la posizione resta netta.
La necessità di garantire assistenza
«La sanità non si misura con il numero delle inaugurazioni, ma con la capacità di garantire cure, personale, servizi e risposte ai cittadini. Basta calpestare la città e utilizzarla come serbatoio di voti». L’appello finale di Vozza e Apuzzo si rivolge direttamente ai vertici della Regione Campania e alle forze politiche, chiedendo un’assemblea pubblica per definire un confronto trasparente con gli operatori del settore e la cittadinanza.

