Violenze durante il derby di calcio a 5, politico di Terzigno squalificato
IL CASO
7 novembre 2026
IL CASO

Violenze durante il derby di calcio a 5, politico di Terzigno squalificato

Quattro turni di stop per Biagio Ferraro, dirigente della squadra del Progetto Futsal Terzigno
Giovanna Salvati

Nuova bufera sul consigliere comunale di maggioranza Biagio Ferraro, protagonista di una vicenda che travalica i confini dell’attività sportiva e finisce per investire inevitabilmente anche il piano istituzionale. Il Giudice Sportivo Territoriale del Comitato Regionale Campania ha infatti disposto una squalifica di quattro giornate nei confronti del dirigente accompagnatore del Progetto Futsal Terzigno, a seguito dei gravi episodi verificatisi durante la gara contro la Virtus San Giuseppe. I fatti risalgono al 24 ottobre scorso. Secondo quanto riportato nel referto arbitrale, al 30’ del primo tempo, sul punteggio di 3-1 per la formazione ospite, un episodio di gioco avrebbe innescato una vera e propria escalation di tensione.

Dopo l’espulsione del calciatore Giovanni Casillo della Virtus San Giuseppe per aver colpito un avversario con una manata al volto, dalla panchina del Progetto Futsal Terzigno sarebbero entrati in campo diversi tesserati. Tra questi, l’arbitro ha identificato anche Ferraro. Nel provvedimento disciplinare viene riportato che il dirigente avrebbe raggiunto il calciatore espulso e lo avrebbe spinto con forza, pur senza provocarne la caduta o conseguenze fisiche. Un comportamento che è costato al consigliere comunale il cartellino rosso e, successivamente, la squalifica per quattro giornate.La situazione sarebbe poi degenerata ulteriormente.

Pesante il bilancio delle sanzioni. Oltre alla squalifica di Ferraro e del dirigente Emilio Casillo per quattro turni, il Giudice Sportivo ha inflitto al Progetto Futsal Terzigno un’ammenda di 400 euro e l’obbligo di disputare le prossime quattro gare casalinghe a porte chiuse, con presenza del Commissario di Campo a spese della società. Anche la gara di ritorno dovrà svolgersi senza pubblico. L’episodio riaccende inevitabilmente i riflettori sulla figura di Ferraro, che oltre a ricoprire il ruolo di dirigente sportivo siede tra i banchi della maggioranza consiliare.

Una vicenda che assume un peso politico e istituzionale perché a un rappresentante eletto viene richiesto un comportamento improntato all’equilibrio e al rispetto delle regole, soprattutto in contesti già segnati da tensioni. Non si tratterebbe, peraltro, della prima contestazione legata a comportamenti sopra le righe in ambito sportivo. In passato, infatti, il nome di Ferraro è già emerso in occasioni analoghe, tra polemiche e provvedimenti disciplinari che avevano acceso il dibattito sull’opportunità di certi atteggiamenti da parte di chi riveste contemporaneamente incarichi pubblici e responsabilità dirigenziali nel mondo dello sport.

La nuova squalifica, stavolta formalizzata dagli organi di giustizia sportiva, rischia quindi di aprire una riflessione non soltanto sul clima attorno alle competizioni sportive locali, ma anche sul ruolo e sull’esempio che chi rappresenta le istituzioni dovrebbe garantire dentro e fuori dal campo.