Tagli ai portalettere, scatta la protesta a Terzigno

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Tagli ai portalettere, scatta la protesta a Terzigno

La protesta è scoppiata a inizio settimana quando le aziende idriche ed elettriche hanno cominciato a ridurre l’erogazione dei servizi per i mancati pagamenti delle bollette in numerose abitazioni di Terzigno. In alcuni casi le utenze sono andate addirittura staccate perché centinaia di cittadini sono risultati morosi. La raffica di segnalazioni alle Poste Italiane per plichi attesi da mesi e mai ricevuti ha scatenato una vera e propria protesta all’interno degli uffici postali di Terzigno e Poggiomarino. Centinaia di persone non ricevono più la posta, da «quasi due mesi ormai».
Ora per ricevere le bollette da pagare – in alcuni casi con la mora applicata per i notevoli ritardi – bisognerà recarsi negli uffici di riferimento per ritirarle, colpa della sforbiciata ai portalettere; a Terzigno i postini sono stati dimezzati. Le comunicazioni tramite raccomandata non hanno fatto altro che intasare il sistema. Centinaia di persone ieri mattina in fila all’ufficio postale di Terzigno. Altrettante a quello di Poggiomarino, caos anche a Striano dove i 3 postini che c’erano sono stati completamente tagliati.
«Così rischiamo di restare senza acqua e corrente a casa», l’urlo dei cittadini in fila per ritirare le bollette arretrate.
Un caso destinato a far discutere. Si mobilita anche la politica. Per ora il sindaco Francesco Ranieri ha inviato una lettera alla direzione  nella quale vengono sottolineati i disservizi causati da questa nuova riorganizzazione delle Poste. «Nel caso dovessero continuare tali disservizi, l’amministrazione si muoverà a tutela degli interessi dei cittadini di Terzigno».
A lanciare un altro Sos è stata Maria Grazia Sabella, la first lady di Forza Italia in consiglio comunale: «Ho raccolto decine di istanze di cittadini che sono rimasti improvvisamente senza corrente in casa.Un disagio che ha travolto l’intera popolazione terzignese. Ora i postini devono fare il doppio del lavoro, spesso consegnare la posta in strade sprovviste di cartelli indicativi e palazzi senza numero civico. Credo che questo renda il lavoro dei nostri portalettere ancor più arduo, rendendo le cose, già difficili, ancor più complicate. Credo sia d’obbligo per l’amministrazione comunale intervenire. Non credo basti inviare una lettera».

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