L’ex Ecomostro di Alimuri “vomita” veleni nella conca di Meta: scatta l’inchiesta

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L’ex Ecomostro di Alimuri “vomita” veleni nella conca di Meta: scatta l’inchiesta

Ci risiamo. Passano gli slogan, vengono annunciati progetti 2.0, si promette il nuovo depuratore di Punta Gradelle per la prossima estate ma nella baia di Alimuri rimangono ancora gli scarichi killer in mare. Basta che ci sia un po’ di pioggia e la melma viene “vomitata” nella conca senza alcun tipo di controllo. Proprio lì dove c’era l’Ecomostro di Alimuri, abbattuto con il tritolo il 30 novembre del 2014.
Un’area che a detta dei Comuni di Vico Equense e Meta – la zona è “divisa” a metà tra le due amministrazioni – doveva rappresentare l’oasi di rilancio ambientale, una sorta di simbolo contro l’inquinamento.
La scena filmata ieri mattina dal reporter Luigi De Pasquale – il video ha fatto il giro dei social network – è a dir poco inquietante. E non solo perché è oramai una triste consuetudine assistere alle colate di reflui giù nella conca di Meta. Litri e litri di liquami che spuntano fuori dallo sbocco fognario senza nessun intervento per tutta la mattinata. Un caso grave, delicato. E soprattutto irrisolto. Già un mese fa, quando l’area a ridosso dell’ex Ecomostro divenne una sorta di discarica di rifiuti a cielo aperto, ci fu una sorta di “rimpallo” istituzionale tra i Comuni su chi dovesse intervenire e sulle piene responsabilità.
Lo scarico di liquami nella conca è comunque già stata segnalata alla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia guidata dal comandante Guglielmo Cassone.
L’ha annunciato ieri, nelle pagine del gruppo social Grande onda, Laura Cuomo, una delle fondatrici del movimento. Sull’inquinamento del mare di Sorrento e dintorni – appena una settimana fa lo specchio d’acqua di Marina Grande si è visto revocare il divieto di balneazione “suggerito” un anno fa dalla giunta regionale della Campania – rimane tuttora aperta un’inchiesta della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Attenzione massima, sempre da parte dell’autorità giudiziaria, anche sulla costruzione del nuovo depuratore consortile di Punta Gradelle. Più volte, di recente, si sono susseguiti sopralluoghi di tecnici e militari della Capitaneria di Porto. La deadline per attivare l’impianto – che andrà a servire l’intera utenza della penisola sorrentina eccetto Massa Lubrense – è fissata: entro il prossimo giugno la centrale dovrà essere funzionante. In caso contrario si rischia l’ennesima bufera.
Tutto ciò mentre rimane ancora di stretta attualità l’obbligo di separazione di acque bianche e nere. Gori ha più volte confermato la piena disponibilità ai Comuni della penisola sorrentina di potersi fare carico di buona parte dei lavori tanto da preventivare una spesa complessiva per l’intero anno 2017 di oltre due milioni di euro.

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