L’ospedale di Torre del Greco tra spot e flop: la crociata anti-politici

Alberto Dortucci,  

L’ospedale di Torre del Greco tra spot e flop: la crociata anti-politici
Un corteo per il Maresca

Torre del Greco. Un drappo bianco fuori a ogni balcone della città per tenere alta l’attenzione sull’ospedale Maresca e respingere al mittente le «marchette elettorali» già messe in campo in vista delle Regionali del 20 e 21 settembre. A un mese esatto dalla corsa alle urne, riparte la crociata per garantire il diritto alla salute pubblica all’ombra del Vesuvio: una battaglia lunga 10 anni, finita in varie occasioni al centro di polemiche e proteste. Con due governatori finiti ripetutamente sul banco degli «imputati» per i flop e gli spot sulla struttura sanitaria di via Montedoro: Vincenzo De Luca e Stefano Caldoro, proprio gli attuali aspiranti alla carica di presidente della Campania. Una corsa a due capace di spaccare il fronte degli attivisti con gli esponenti dell’associazione Pro-Maresca schierati con Stefano Caldoro – in passato definito «Pinocchio» dagli stessi volontari – e gli «amici del Pd» schierati con l’ex sceriffo di Salerno, pronto a promettere il rilancio del nosocomio di Torre del Greco. Fino a oggi con risultati sotto gli occhi di tutti.

Il monito ai candidati

Davanti alle prime «manovre politiche» in vista del voto è scattata la rivolta di chi non insegue «bandierine» bensì solo un servizio sanitario efficiente e sicuro: «La prima estate dell’era Covid è trascorsa non senza danni per il nostro territorio – il manifesto salva-Maresca diffuso via social – e la nostra città resta con un ospedale a mezzo servizio, a volere essere buoni. Tra speculazioni, promesse non mantenute e fastidiose marchette elettorali, la politica continua a prendere in giro i cittadini di Torre del Greco, esaltando i risultati raggiunti in ambito sanitario che, per parola dello stesso presidente della Regione De Luca è stata un modello per l’Italia e l’Europa». Parole capaci di fare saltare il tappo della pazienza di chi aspetta da 10 anni il rilancio-fantasma. «Noi sappiamo solo che sotto il Vesuvio viviamo una situazione sanitaria disastrosa – prosegue la «chiamata alle armi» degli attivisti del diritto alla salute pubblica – con pochi presidi sanitari raffazzonati e con pronti soccorso senza personale né reparti adeguati a garantire l’emergenza-urgenza a una platea di circa mezzo milione di persone tra Castellammare e Portici. Settembre è il mese delle elezioni regionali e a noi poco importa chi saranno i candidati o i prossimi delegati a governare la Campania, ma a chiunque si proponga di farlo vogliamo lanciare un messaggio chiaro: lasci poco spazio agli equivochi o alle speculazioni di partiti e partitini».

La panolada d’agosto

Un messaggio chiaro e diretto, accompagnato da un’iniziativa destinata a «inaugurare» la nuova stagione di proteste per l’ospedale di via Montedoro: «Lunedì 31 agosto – l’invito alla cittadinanza – esponiamo fuori i balconi delle nostre case uno striscione, un lenzuolo o un drappo che renda chiaro quello che vogliamo per la nostra città: un ospedale completo e funzionante che garantisca il diritto alla salute al nostro territorio».

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