Salvatore Dare

Turisti, i Comuni della penisola sorrentina perdono 10 milioni

Salvatore Dare,  

Quasi dieci milioni di euro in fumo. E’ questo il rischio per i sei Comuni della penisola sorrentina che a causa del Covid 19 e del crollo clamoroso degli arrivi dei turisti – in particolare quelli stranieri – temono di perdere sostanziosi incassi dall’imposta di soggiorno. Si tratta di soldi in contanti che i clienti avrebbero pagato alle strutture prescelte per l’alloggio.

I fondi che vengono riscossi dall’imposta di soggiorno consentono ai Comuni di finanziare ulteriori interventi per marketing territoriale, eventi, manifestazioni e attività legate al turismo, senza dimenticare che, come già accaduto in passato, spesso tali risorse sono servite per finanziare manutenzioni. A Sorrento, prima che esplodesse la pandemia, l’amministrazione aveva ipotizzato un incasso per il 2020 di oltre sei milioni e mezzo di euro, forse anche di più. La giunta di Vico Equense aveva previsto incassi pari a seicentomila euro, cifra superiore rispetto al dato 2019. Ancora più alte le ipotesi messe nero su bianco dal sindaco di Massa Lubrense, Lorenzo Balducelli: 750mila euro. Addirittura quasi 900mila euro invece per l’amministrazione di Sant’Agnello.

Sostanziosi anche i report delle amministrazioni comunali di Piano di Sorrento e Meta: rispettivamente, 350mila e 220mila euro. Fatta la somma, ecco il totale: almeno 9,3 milioni di euro. Ma che potevano divenire ancora qualcosa di più alto considerando le riscossioni in atto delle quote pregresse e non versate da alcune strutture alberghiere ed extralberghiere. Ecco perché c’è assoluto bisogno di intervenire, sia per correggere gli schemi di bilancio sia per individuare una fonte di “ristoro”. Un paio di settimane fa, a incentrare l’attenzione su questo tema, fu il G20 spiagge, di cui Sorrento fa parte da mesi. Recentemente il governo è venuto incontro ai Comuni turistici destinando 100 milioni di euro quale “rimborso” parziale delle minori entrate derivanti dall’imposta di soggiorno. Per il momento sono stati distribuiti 90 milioni. Oltre 10 i milioni ottenuti dalle più rinomate località balneari del Paese: 1,6 milione sono andati a Rimini, oltre un milione a Sorrento, circa 850 mila euro a Jesolo, quasi 700 mila a Riccione, più di 650 mila a S.Michele al Tagliamento-Bibione. Circa mezzo milione per Cavallino-Treporti, Cervia e Taormina. Tuttavia, il ristoro ottenuto copre solo il 16 per cento del gettito previsto prima del coronavirus. Poco, pochissimo, praticamente briciole. Di conseguenza, le principali spiagge italiane dovrebbero recuperare circa 53 milioni di euro: una cifra impossibile da raggiungere con gli scarsi flussi turistici del 2020. E infatti il decreto agosto aumenta le risorse a favore dei Comuni per coprire le minori entrate dell’imposta di soggiorno, stanziando ulteriori 300 milioni di euro. Ma è chiaro che si è dinanzi a un intervento tutt’altro che risolutore.