Torre Annunziata, disabile ostaggio del condomino: arriva l’ascensore

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Torre Annunziata, disabile ostaggio del condomino: arriva l’ascensore

Torre Annunziata. Disabile ostaggio della sua abitazione. Non poteva uscire di casa se non accompagnato da qualcuno. Non poteva essere un cittadino normale e vivere la sua quotidianità perché nel palazzo dove vive gli era stata negata la possibilità di installare un ascensore. Solo così avrebbe potuto uscire, come una persona normale, invece che strisciare lungo la rampa di scale. Una storia che un mese fa aveva raccontato il medico Orfeo Mazzella e che dopo un mese dal suo appello trova finalmente un lieto fine. È infatti arrivata, dopo incontri e solleciti, l’autorizzazione dei condomini all’installazione dell’ascensore. “È un grande esempio di solidarietà e di vicinanza. Ringrazio tutti i condomini presenti e l’avv. Maurizio Iovino e l’architetto Salvatore De Rogatis che mi stanno assistendo in questa iniziativa”. È stato infatti proprio il medico oplontino, attraverso la pagina Facebook ad annunciare il piccolo grande traguardo. Ma di storie come quella di Vincenzo in città ce ne sono tante, troppe. Persone che purtroppo però non hanno ancora voce e continuano a vivere nel disagio e dimenticati da tutti, dalle istituzioni in primis. Il Comune di Torre Annunziata resta infatti indietro ancora anni luce rispetto all’assistenza ai diversamente abili e in particolare sull’abbattimento delle barriere architettoniche. Decine le strade off limits, le strutture e nonostante il piano Peba ancora nessun via libera per interventi concreti. A sollevare l’indifferenza dell’amministrazione comunale era stato, un anno fa, anche Dario Ricciardi. Un giovane attivo e in prima linea, con problemi motori che era stato nominato come staffista del sindaco Vincenzo Ascione e che doveva occuparsi proprio dei servizi per i disabili. Una voce per chi non aveva voce, lui che poi di tutti avrebbe potuto supportare l’amministrazione in interventi mirati. Ma proprio Dario dopo qualche mese dalla nomina scrisse al sindaco ringraziandolo per il ruolo ma che fino ad ora aveva trovato, nonostante il suo impegno, un ostacolo. Un muro di gomma nonostante le sue mille proposte. Ora punto e capo. Vincenzo avrà finalmente il suo ascensore e non di certo grazie all’amministrazione comunale ma all’impegno dei suoi vicini di casa sensibili al suo appello. Una storia a lieto fine che ha visto la partecipazione solidale di chi non voleva essere più complice di una situazione scandalosa come quella.

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