Covid, l’Ordine dei medici ricorda le vittime in camice bianco

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Covid, l’Ordine dei medici ricorda le vittime in camice bianco

Medici in prima linea, camici bianchi che nonostante il Covid non hanno mai abbandonato i propri pazienti. Nella prima ondata, anche senza dispositivi di protezione non si sono mai tirati indietro. E, ieri mattina, l’Ordine dei medici di Napoli ha ricordato le ‘proprie’ vittime del covid. Sono 34 i camici bianchi partenopei che hanno perso la vita a causa del virus. C’erano i famigliari di Giovanni Battista Tommasino, medico di Castellammare, che continuò a visitare i suoi pazienti anche quando la situazione si era fatta difficile. La moglie e le figlie lo video salire con le sue gambe sull’ambulanza che lo portò prima all’ospedale di Sorrento. Poi il trasferimento a Scafati e la fine inesorabile. Quella medaglia, che vale come un elogio alla memoria, è il simbolo di un attaccamento al lavoro senza precedenti. Lo sanno bene anche i familiari di Luigi Pappalardo, medico diabetologo di Torre del Greco, che non è sopravvissuto al contagio. Nei giorni della sua morte tantissimi pazienti resero onore a quel dottore che curava gratis chi non aveva possibilità e rispondeva sempre al telefono. Stringono la medaglia tra le mani anche i parenti di Pasquale Fiorillo, neuropsichiatra infantile di Ottaviano. Il medico dei bambini non è sopravvissuto al virus lasciando però i suoi insegnamenti fatti di dedizione e amore. Un momento di gioia, dopo tanta tristezza, anche per i familiari di Mirco Ragazzon, il medico-diacono che si era ammalato proprio in chiesa. Anche a loro, ieri, è arrivato il riconoscimento dell’Ordine dei Medici. Vittime del Covid, martiri del lavoro come Tommaso Cuomo, ex sindaco di Agerola e Carmine Sommese, primo cittadino di Saviano, primario all’ospedale di Nola: lì si era infettato non volendo lasciare la corsia e i suoi pazienti. Insieme a loro altri medici della Campania che non ce l’hanno fatta: Antonio Amente, Gaetano Autore, Giuseppe Ascione, Mario Avano, Guido Battagliese, Massimo Borghese, Antonio Buonomo, Daniele Cagnacci, Antonio Casillo, Ernesto Celentano, Vincenzo Comune, Raffaele De Iasio, Giulio De Luca, Paola De Masi, Mario Della Calce, Giuseppe Di Mauro, Maurizio Galderisi, Mario Claudio Maiocca, Luigi Manfredi, Angelo Mascolo, Domenico Pacilio, Salvatore Paoletta, Raffaele Pempinello, Cosimo Russo, Ermenegildo Santangelo, Giuseppe Sessa, Stefano Simpatico, Francesco Vista. Nomi che sono risuonati nell’auditorium dell’Ordine nel corso della cerimonia organizzata per onorare la memoria di chi è stato ucciso dal virus nello svolgimento del proprio dovere. Accanto al ricordo anche un’occasione di raccoglimento con le famiglie delle vittime a cui sono state consegnate delle medaglie d’oro. Commosso anche il ricordo di Enrico Ascione, fratello di Giuseppe Ascione: “Quella che si sta combattendo è una guerra – ha detto – e ogni guerra ha i suoi caduti, i suoi eroi. Sono fiero di mio fratello e di tutti i medici che si battono in prima linea per aiutare gli altri. Credo che il modo migliore per onorare la loro memoria sia quello di accelerare con le vaccinazioni e riuscire ad uscire finalmente da questa pandemia”. “Per colpa del covid abbiamo dovuto dire addio a tanti colleghi che non ce l’hanno fatta, che sono caduti – ha commentato il presidente, Silvestro Scotti – e quest’opera racchiude in sé non solo il nostro desiderio di onorare la loro memoria ma rappresenta anche la continuità di un’azione che si arricchisce nella condivisione delle esperienze. I medici che hanno combattuto il covid in prima linea, che si sono ammalati e che sono venuti a mancare, – ha aggiunto – ci hanno fatto dono di un lascito essenziale: ci hanno trasmesso un’esperienza che si è rivelata determinante nel prosieguo della pandemia per salvare tante altre vite. Quest’esperienza non è andata dispersa, è stata coltivata con grande attenzione e gratitudine”. Per tutta la giornata di oggi a facciata della sede dell’Ordine sarà illuminata dal tricolore.

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