Denunciò le vessazioni, aperta un’inchiesta dopo la denuncia del centralinista cieco di San Giuseppe Vesuviano

Andrea Ripa,  

Denunciò le vessazioni, aperta un’inchiesta dopo la denuncia del centralinista cieco di San Giuseppe Vesuviano

La lettera inviata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la richiesta d’aiuto disperata e la denuncia – anche attraverso ai giornali – per una situazione divenuta infernale negli ultimi anni ha squarciato il velo di silenzio in cui la storia di Ciro Nappo, centralinista cieco e dipendente del Comune di San Giuseppe Vesuviano, era avvolta. Da troppo tempo ormai. Il racconto al quotidiano Metropolis, le lacrime e le mani tremanti durante lo sfogo in cui ha spiegato perché «lavorare è diventato un incubo» sono oggi finiti al centro di un’inchiesta. La procura della Repubblica di Nola, tra i destinatari dell’esposto firmato a metà del mese di maggio e destinato a sollevare la questione, ha acceso i riflettori sulla denuncia di Ciro che nella lunga relazione indirizzata alle forze dell’ordine ha raccontato le «vessazioni» subite negli ultimi anni. «Anche quando mettevo il piede fuori dalla porta del mio ufficio venivo richiamato, non potevo recarmi da un collega per non rischiare provvedimenti disciplinari», aveva raccontato poche settimane fa al quotidiano Metropolis a cui aveva affidato la sua storia. E le sue speranze. Nei giorni scorsi è stato convocato dai carabinieri della stazione di San Giuseppe Vesuviano a cui sono state affidate le indagini per provare a fare piena luce sulla questione. «Non commento, non posso dire nulla», è l’unica frase che si lascia scappare una volta lasciata la caserma di largo Marciotti. E’ stato ascoltato dagli inquirenti per alcune ore, probabilmente ha raccontato i trattamenti subiti negli ultimi anni. Gli stessi contenuti all’interno della denuncia – messa nero su bianco – poco più di dieci giorni fa e destinata a essere un grido d’allarme dopo anni di sofferenze e di bocconi amari ingoiati. Anni in cui anche «la dignità mi è stata tolta», aveva ancora raccontato al quotidiano Metropolis qualche giorno fa. Perché tra le tante richieste di aiuto inoltrate ai vertici della macchina comunale c’era quella di avere un bagno riservato ai disabili. «Che non è stato mai realizzato. Tanto da costringermi a recarmi nel bagno che utilizzano le persone che si recano in Comune». Nel mirino del dipendente comunale che ha deciso di raccontare la sua verità erano finiti il sindaco Vincenzo Catapano e il segretario cittadino, il dottor Girolamo Martino. Entrambi accusati di essersi accaniti contro di lui. Senza un apparente motivo valido. Sulla questione il sindaco non s’è ancora espresso pubblicamente, lasciando cadere le polemiche sollevate nei giorni scorsi anche attraverso i social (che lui ha ripreso a utilizzare molto). Nei giorni scorsi nelle stanze del municipio di piazza Elena d’Aosta s’è tenuto un incontro proprio tra il dipendente comunale affetto da disabilità visive e i vertici della macchina amministrativa, sindaco e segretario generale. All’incontro hanno partecipato anche i componenti dell’Unione Italiana Ciechi, che si sono schierati al fianco di Ciro Nappo in questa storia che mette in mostra un lato oscuro degli amministratori della casa comunale. Una vicenda finita ora sotto la lente di ingrandimento della Procura della Repubblica di Nola che ha preso in carico la denuncia di Ciro Nappo e proverà a far chiarezza sull’intera questione.

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