Castellammare. Clan infiltrati nelle associazioni, indagini sui patrocini del Comune

Tiziano Valle,  

Castellammare. Clan infiltrati nelle associazioni, indagini sui patrocini del Comune

La camorra a Castellammare potrebbe essersi infiltrata anche nelle associazioni. E forse, sfruttando una parvenza di legalità è riuscita a ottenere la possibilità di organizzare eventi, spettacoli o magari beneficiare di contributi pubblici per svolgere le attività. E’ questo il sospetto che ha mosso la commissione d’accesso che s’è insediata a Palazzo Farnese lo scorso maggio per verificare le presunte infiltrazioni della criminalità organizzata al Comune.Appena pochi giorni fa gli ispettori ministeriali hanno chiesto tutti i patrocini concessi dall’amministrazione guidata dal sindaco Gaetano Cimmino, da quando si è insediata nell’estate del 2018. L’obiettivo è quello di provare a verificare se il Comune ha “benedetto” qualche iniziativa portata avanti da associazioni in odore di camorra.Nei prossimi giorni i documenti saranno messi a disposizione degli investigatori inviati dal Ministero, che devono completare il loro lavoro entro il 26 novembre prossimo. Si è ormai arrivati al rush finale degli accertamenti che dovranno consentire di fare luce sulle presunte infiltrazioni della criminalità organizzata al Comune di Castellammare.La richiesta dei patrocini sembra essere collegata a doppio filo all’attività investigativa già in corso da tempo riguardo agli interessi della camorra, e in particolare del clan D’Alessandro, nella gestione degli eventi. Tra gli atti dell’inchiesta Domino, che ha portato all’arresto di circa una cinquantina di persone negli ultimi due anni, si fa più volte riferimento agli interessi delle giovani leve della cosca sull’organizzazione di feste, eventi e spettacoli. Un modo per riciclare soldi sporchi guadagnati con estorsioni e traffico di sostanze stupefacenti.Dal canto suo, il Comune cerca già da anni la sponda delle associazioni, soprattutto quando si tratta di raccogliere idee e proposte per l’organizzazione di eventi natalizi o estivi. E non capita di rado che arrivino richieste di patrocinio quando si organizzano manifestazioni nei quartieri.Da qui, evidentemente, la necessità degli ispettori ministeriali di provare a fare luce anche su quest’attività amministrativa, per verificare se il Comune ha sostenuto feste organizzate da esponenti del clan. Nell’inchiesta Domino, in particolare, si fa riferimento all’organizzazione della festa di San Michele a Scanzano, della quale discutevano anche boss del calibro di Sergio Mosca e Giovanni D’Alessandro, parlando di cantanti neomelodici già reclutati dai rampolli della cosca e della necessità di avere il patrocinio del Comune. Le intercettazioni fanno riferimento al 2017, ma è chiaro che trattandosi di una ricorrenza questa richiesta potrebbe essere arrivata anche in epoca più recente.I documenti acquisiti dalla commissione d’accesso riguardo ai patrocini concessi dal Comune serviranno evidentemente per completare le indagini sul rischio d’infiltrazioni della criminalità organizzata.Passate al setaccio le pratiche urbanistiche, le carte degli appalti, i progetti per i beni confiscati alla camorra, le liste dei dipendenti assunti nelle società fornitrici di servizi e tante altri atti ancora, la commissione d’accesso ha ormai una fotografia piuttosto chiara su quella che è la situazione a Castellammare di Stabia.Per conoscere il verdetto bisognerà attendere ancora un po’ e se il consiglio dei Ministri decidesse per lo scioglimento al Comune s’insedierebbe una commissione antimafia per almeno 18 mesi.

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