CRONACA
4 aprile 2025

Tragica esplosione della fabbrica di fuochi d’artificio a Ercolano: due arresti | VIDEO

metropolisweb

Ercolano. Per l’esplosione di un’abitazione di una abitazione adibita abusivamente a fabbrica per la produzione di fuochi di artificio, avvenuta lo scorso 18 novembre in via Patacca a Ercolano, dove persero la vita tre giovani ragazzi, su delega del Procuratore della Repubblica di Napoli, a San Giuseppe Vesuviano i carabinieri della Tenenza di Ercolano stanno eseguendo una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Napoli nei confronti di due persone. Gli indagati sono iniziati di diversi reati. Vittime dell’esplosione due gemelle di 26 anni e un 18enne.

Gli arresti dei carabinieri riguardano Vincenzo D’Angelo, 31 anni, a cui la Procura e il gip di Napoli contestano i reati di omicidio volontario con dolo eventuale, fabbricazione di esplosivi non convenzionali e non riconosciuti di tipo pirotecnico e sfruttamento di manodopera in spregio alla normativa in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Per lui il giudice ha disposto il carcere. Domiciliari invece per Raffaele Boccia, 64 anni, indagato in concorso per i reati di fabbricazione di esplosivi non convenzionali e non riconosciuti di tipo pirotecnico.

I due ritenuti i gestori di fatto della fabbrica abusiva di fuochi di artificio di Ercolano, in provincia di Napoli, teatro, il 18 novembre 2024, della potente esplosione costata la morte di due gemelle di anni 26, Aurora e Sara Esposito, e di un ragazzo di anni 18, Samuel Tarciu, che lì lavoravano a nero.

Le indagini sono state condotte sotto il coordinamento della DDA (procuratore aggiunto Ricci), dai carabinieri della tenenza di Ercolano, guidati dal comandante Gerardo Avolio. I militari, a distanza di otto giorni dall’esplosione, fermarono il 38enne Pasquale Punzo, per gli stessi reati contestati a D’Angelo; da allora è in carcere.

I botti inesplosi, trovati sul luogo della tragedia, sono risultati nella disponibilità una società pirotecnica di San Giuseppe Vesuviano, gestita di fatto da Raffaele Boccia, che ha li aveva venduti illecitamente agli altri due indagati senza peraltro registrarne i movimenti. Boccia avrebbe venduto, sempre ai due, elevati quantitativi di perclorato di potassio e polvere di alluminio, sapendo che questo materiale sarebbe stato utilizzato per la fabbricazione di esplosivi non convenzionali di tipo pirotecnico.

Le parole del sindaco di Ercolano

“Le indagini sulla tragica esplosione di via Patacca fanno un altro passo avanti. Oggi i Carabinieri di Ercolano, su delega della Procura di Napoli, hanno eseguito due misure cautelari nei confronti di persone ritenute coinvolte in questa terribile vicenda. Parliamo di un’esplosione che ha tolto la vita a tre giovani innocenti, sfruttati in una fabbrica abusiva di fuochi d’artificio, dove si commerciava illegalmente materiale esplosivo senza scrupoli. Tutti gli indagati sapevano eppure nessuno ha mosso un dito, fino ad arrivare alla tragedia. Ringrazio l’Arma dei Carabinieri per il lavoro straordinario che sta portando avanti con determinazione e rigore. Ercolano non dimentica e pretende giustizia. Come Amministrazione, stiamo verificando tutte le procedure necessarie per la costituzione di parte civile nel processo. È nostro dovere stare al fianco delle famiglie delle vittime e ribadire con forza che la nostra città non sarà mai più teatro di simili tragedie. Ercolano è e sarà sempre dalla parte della legalità e della sicurezza.” Lo ha detto Ciro Buonajuto, sindaco di Ercolano.