Torre del Greco, il plastic free è una farsa: il cattivo esempio dei consiglieri comunali
Torre del Greco. A un anno e mezzo dalla firma in pompa magna del protocollo d’intesa con l’associazione Plastic Free, il Comune di Torre del Greco si conferma, purtroppo, campione nel trasformare i buoni propositi in pura scenografia.
Il traguardo della “Torre Plastic Free” – cavallo di battaglia del sindaco Luigi Mennella in campagna elettorale e punto centrale delle linee programmatiche di inizio mandato – resta, infatti, un sogno lontano.
E a minare la credibilità dell’intero progetto non sono i cittadini indisciplinati o i commercianti affezionati ai contenitori usa e getta bensì proprio coloro che dovrebbero dare il buon esempio: consiglieri comunali e assessori.
L’ultima seduta del consiglio comunale, andata in scena a palazzo Baronale, ha offerto un siparietto imbarazzante – e per certi versi simbolico – della distanza siderale tra le parole e i fatti di questa amministrazione comunale.
Dai banchi della maggioranza, infatti, è emersa una scena tutt’altro che green: bottigliette di plastica disseminate ovunque, quasi fossero un accessorio imprescindibile dell’outfit politico. A partire dalla capogruppo di Per Pina Di Donna – in odore di candidatura alle prossime Regionali – fino ai consiglieri democrat Vittorio Guarino e Valentina Di Donna, l’utilizzo compulsivo di plastica monouso è stato il vero protagonista dell’assise. Nessuna traccia di borracce riutilizzabili o contenitori ecologici, nonostante i proclami, le campagne di sensibilizzazione e le foto di rito con il logo Plastic Free stampato a caratteri cubitali.
Persino chi, come Valentina Ascione della lista Ciavolino per Torre, ha provato maldestramente a nascondere in borsa la propria bottiglia d’acqua naturale, ha finito per offrire l’ennesima prova della distanza tra teoria e pratica.
Uno spettacolo poco edificante, soprattutto se si considera il lavoro – concreto – portato avanti sul territorio dai volontari dell’associazione Plastic Free, che in questi mesi hanno organizzato raccolte ambientali, incontri nelle scuole e attività di sensibilizzazione con mezzi modesti ma con grande spirito civico.
In un mare di plastica (e ipocrisia), a salvarsi sono stati in pochi. L’esponente del M5S Mirko Gallo ha mostrato con discrezione ma fermezza il suo contenitore in alluminio, fedele alla linea ambientalista del suo partito. Una scelta imitata solo da Carmela Pomposo, esponente dell’opposizione, che ha sfoggiato una raffinata borraccia laccata bianca, dimostrando che il rispetto per l’ambiente può anche essere elegante.
Ma sono state eccezioni in un’aula che ha fatto ben poco per sostenere, con coerenza, la transizione green. E che dire degli assessori dell’esecutivo cittadino? Anche in questo caso, la plastica regnava sovrana sui banchi di chi dovrebbe rappresentare il cuore operativo dell’amministrazione comunale.
A questo punto, sorge spontanea una domanda: che valore ha un protocollo d’intesa se nemmeno chi lo ha firmato è disposto a rispettarne lo spirito? A che serve candidare Torre del Greco tra i “cento comuni plastic free d’Italia” se in consiglio comunale il comportamento degli eletti tradisce l’idea stessa di sostenibilità? Il rischio, sempre più concreto, è che anche questa iniziativa si riveli l’ennesima operazione d’immagine, buona solo per qualche titolo sui giornali e qualche post su Facebook.


