Castellammare. Il Pd alza il pressing su Vicinanza per le dimissioni
CRONACA
1 febbraio 2026

Castellammare. Il Pd alza il pressing su Vicinanza per le dimissioni

Metropolis

Niente dimissioni e un appello ad Elly Schlein ad approfondire la situazione a Castellammare di Stabia. Il sindaco Luigi Vicinanza non intende mollare e nella giornata di ieri ha partecipato a Napoli all’iniziativa dell’area Pd che fa capo a Stefano Bonaccini. La posizione del primo cittadino è chiara: «L’instabilità politica favorisce la camorra». E da questo presupposto, il primo cittadino parte provare a convincere il Pd e il Movimento Cinque Stelle a rivedere le loro posizioni sull’amministrazione comunale. I due partiti più forti del centrosinistra hanno annunciato la fuoriuscita dalla maggioranza, ma le posizioni sono diverse. Il segretario regionale del Partito Democratico, Piero De Luca, nella giornata di domani incontrerà i quattro componenti del gruppo consiliare: Roberto Elefante, Giusi Amato, Valeria Longobardi e Giovanni Tuberosa. I primi tre hanno promesso il loro sostegno al sindaco Luigi Vicinanza, ma bisognerà verificare se saranno disposti ad andare anche contro il diktat del partito. Tuberosa, invece, seguirà le indicazioni del Pd e dunque lascerà la maggioranza. Per quanto riguarda il Movimento Cinque Stelle, invece, il segretario regionale Salvatore Micillo ha applicato il regolamento interno al partito, che prevede l’uscita dalla maggioranza in caso di invio della commissione d’accesso. Il consigliere comunale Alessandro Langellotti, dunque, valuterà ogni provvedimento per decidere se votarlo o meno.  «Il passo indietro nessuno lo ha mai chiesto esplicitamente. I comunicati di Pd e M5S sono arrivati l’altra sera, secondo me troppo tardi. Non c’è stato mai un vero tavolo di discussione politica su questo tema, se avessimo discusso in altri modi e nelle forme giuste probabilmente avremmo trovato una soluzione politica», ha detto nella giornata di ieri il sindaco Luigi Vicinanza. «Mi auguro che Schlein venga a Castellammare a rendersi conto di persona di quanto sia difficile e complesso, ma a tratti persino entusiasmante, governare una città media del Mezzogiorno d’Italia e di misurare con mano la fatica del cambiamento. Perché a Castellammare con tanta fatica abbiamo avviato processi di cambiamento radicali», ha detto il primo cittadino aggiungendo «finché c’è la maggioranza che mi sostiene io continuo nel mio mandato nell’interesse della città. Il 15 gennaio scorso l’ho detto ai cittadini in una sala molto molto affollata: io ho l’impegno di governare Castellammare dove l’instabilità amministrativa è un favore alla camorra. Mi avessero convinto che le mie dimissioni avessero rappresentato un colpo, uno scacco alla camorra non ci avrei messo un attimo a dimettermi, lo avrei fatto immediatamente, ma perché nessuno mi convince che questa sia la soluzione giusta per contrastare la camorra, non capisco perché debbo lasciare il comune nel caos». Dal segretario regionale del Pd, Piero De Luca, però, non è arrivata nessuna apertura: «Continueremo il confronto con il sindaco, ma in questo contesto è complesso e complicato immaginare che il Pd possa continuare in queste modalità a sostenere l’esperienza amministrativa».