Commissione d’accesso a Torre Annunziata, Cuccurullo: «No ai parallelismi con Castellammare»
Il Comune di Torre Annunziata affronta con serietà e senso delle istituzioni l’arrivo della Commissione d’accesso, insediata il 2 gennaio scorso. A ribadirlo è Corrado Cuccurullo, che in consiglio comunale chiarisce la posizione dell’amministrazione e respinge con decisione letture semplificate o parallelismi forzati con altre realtà del territorio.«Non è una novità assoluta per questa città – sottolinea – anche nelle due precedenti sindacature la Commissione è già arrivata. Non lo dico per normalizzare la vicenda, anzi: questo aumenta il senso di responsabilità».
Una responsabilità che, secondo Cuccurullo, si traduce in un unico atteggiamento possibile: collaborazione piena, correttezza e trasparenza. Gli uffici comunali, infatti, stanno mettendo a disposizione atti, informazioni ed elementi utili alle verifiche «senza alcuna paura della verità». Nel dibattito pubblico degli ultimi giorni, però, Cuccurullo registra un clima che non lo convince, soprattutto dopo l’arrivo di una procedura analoga anche nella vicina Castellammare di Stabia. «Tra il 2 gennaio e l’accesso a Castellammare – chiarisce – nessuno di Torre Annunziata ha fatto speculazioni o polemiche. Non era corretto farlo». Diverso, invece, il racconto che sta emergendo ora sui giornali, dove viene invocato un parallelismo automatico tra le due città.
Un accostamento che Cuccurullo respinge con forza, invitando a distinguere i contesti: «A Castellammare ci sono inchieste che coinvolgono direttamente o indirettamente il perimetro politico-istituzionale. A Torre Annunziata la situazione ha caratteristiche diverse. Non si tratta di difese di comodo, ma di rispetto dei fatti».Nella sua presa di posizione non manca una difesa netta del sindaco Luigi Vicinanza, definito «persona di straordinaria capacità amministrativa e di specchiata moralità». Per Cuccurullo, Vicinanza non solo merita piena solidarietà, ma anche sostegno leale: «Quando un sindaco affronta prove difficili, l’istinto migliore non è isolarlo, ma aiutarlo a governare».
Il rischio più grande, secondo l’esponente politico, è quello dell’autolesionismo: «Qui c’è chi invece di difendere l’istituzione fa il tifo contro, alimenta sospetti e costruisce ogni giorno il teatro dell’infamia». Una dinamica che, a suo avviso, danneggia la credibilità dell’Ente e l’intera comunità, alimentando divisioni e contrapposizioni sterili.«Torre Annunziata – conclude – non ha bisogno di processi sommari né di narrazioni che producono sfiducia. Ha bisogno di istituzioni che lavorano, cittadini che partecipano e di una comunità unita». La linea resta chiara: collaborazione con gli organi dello Stato, difesa della dignità della città e rispetto per chi ogni giorno garantisce il funzionamento dell’amministrazione. «La legalità non è un’arma contro l’avversario, è la condizione della libertà di tutti».

